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Liberalizzazioni, la srl semplificata è una finzione

del 23/02/2012
di: La Redazione
Liberalizzazioni, la srl semplificata è una finzione
Si avvia verso la conversione in legge il cosiddetto «Decreto liberalizzazioni» (dl n. 1/2012), il quale, tra le diverse novità normative, prevede all'articolo 3 l'introduzione nel nostro ordinamento di una nuova forma di società a responsabilità limitata: la società semplificata a responsabilità limitata.

Ancora oggi, tuttavia, sono diversi gli interrogativi che ci si pone sulla vera portata di liberalizzazione che dovrebbe accompagnare l'istituzione di detta società.

Nel dettaglio, la normativa prevede alcune specifiche disposizioni a favore dei giovani che non abbiano ancora compiuto i 35 anni di età.

Nell'originaria formulazione dell'articolo di legge i giovani che, alla data della costituzione, non abbiano ancora compiuto 35 anni, possono depositare, presso il Registro delle Imprese in cui ha sede la società, una scrittura privata atta a fungere da atto costitutivo. La pratica di iscrizione è esentata da bolli e diritti di segreteria, mentre lo statuto sociale è previsto essere standard. Sull'esempio anglosassone, altra importante novità è l'ipotizzata abolizione di fatto del capitale sociale minimo previsto per la costituzione; la società potrà, infatti, essere costituita anche con capitale sociale pari ad un euro.

Sulla base degli elementi brevemente evidenziati, la società acquisisce pertanto tutte le caratteristiche proprie della società a responsabilità limitata, con la sola limitazione relativa all'età dei soci, i quali per tutta l'esistenza della società semplificata non potranno avere più di 35 anni. La norma, infatti, prevede come, al compimento del trentacinquesimo anno d'età, il socio debba essere escluso di diritto dalla società. In tali situazioni, i soci potranno scegliere se escludere il socio «anziano» dalla società mediante l'istituto del recesso convenzionale o attraverso una cessione di quote a soggetto sempre under 35 anni, oppure procedere allo scioglimento della stessa. In alternativa, i soci potranno deliberare la trasformazione della società adottando la forma tipica della società a responsabilità limitata o comunque qualsiasi altro tipo di società previsto dal libro quinto del codice civile.

A distanza di circa un mese, l'iter di conversione in legge è di recente intervenuto sulla prima formulazione del dl n. 1/2012, e in particolare sulle previsioni dell'articolo 3, introducendo sostanziali modifiche alle originarie previsioni.

Appare, infatti, essere stata eliminata la possibilità di costituire la società tramite scrittura privata, così come sembra sia stata reintrodotta la figura del notaio, il quale dovrà necessariamente intervenire, ma a titolo gratuito, al momento della costituzione, provvedendo in seguito lui stesso al deposito dell'atto costitutivo della società presso il Registro delle imprese.

Oltre alla previsione di cui sopra vengono circoscritti, infine, i confini dalla nuova società, la quale potrà avere sempre un capitale sociale pari a un euro, ma lo stesso non potrà essere al contempo superiore ad euro 10.000,00, soglia minima prevista per le tradizionali società a responsabilità limitata. Una quota non inferiore al 25% degli utili netti prodotti dalla società dovrà, poi, essere accantonata a riserva per essere destinata alla ricapitalizzazione della società o alla copertura di eventuali perdite; una volta raggiunto il capitale sociale di euro 10.000,00, la società semplificata dovrà essere trasformata in una società a responsabilità limitata «tradizionale».

La previsione di chiusura, formulata con evidente logica, indica inoltre come sia vietata la cessione di quote della società semplificata a responsabilità limitata a soggetti che abbiano già compiuto i 35 anni di età.

Alla luce di quanto descritto, giudicare a priori quale potrebbe essere la portata innovativa e di stimolo allo svolgimento di attività imprenditoriale per i giovani di tale nuova società semplificata è certamente impresa ardua; è chiaro, tuttavia, che il beneficio economico di incentivazione risiede sicuramente nell'aver eliminato le spese di costituzione (anche se a bene vedere le stesse spese è come se fossero sospese fino alla data prevista per la trasformazione della società semplificata nella società a responsabilità limitata tradizionale). Tuttavia, a ciò si dovrebbe necessariamente accompagnare un sistema virtuoso in grado di consentire ai giovani soci di avere accesso senza eccessive difficoltà a forme di finanziamento utili allo sviluppo delle attività così intraprese, in un periodo in cui gli istituti bancari non sono portati a vedere di buon occhio gli start up aziendali se non provvisti ab origine di una solida struttura di capitali. Senza ciò, i buoni propositi insiti in tale nuova forma societaria verrebbero necessariamente sconfessati.

Oggi, come mai in precedenza, i giovani dottori commercialisti sono a favore delle liberalizzazioni. Gli stessi chiedono tuttavia ulteriori misure concrete di vero snellimento delle procedure burocratiche, così come sancito in termini generali dall'art. 1 del medesimo dl n. 1/2012 in relazione alla liberalizzazione delle attività economiche e alla riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese.

Molti altri istituti del diritto commerciale potrebbero, infatti, essere oggetto di riforma, tenuto conto che l'impianto normativo del nostro diritto commerciale risale al codice di commercio dei primi del novecento, e non tutti sono stati modernizzati dalla riforma del diritto societario del 2003. Facendo solo qualche esempio si può fare riferimento alla cessione d'azienda o all'affitto, piuttosto che alla costituzione o modifica dei patti sociali delle società di persone. Non si capisce ancora, inoltre, come si possano cedere le quote sociali delle srl con il solo intervento del dottore commercialista, mentre sia necessario un atto notarile per l'iscrizione del pegno sulle stesse.

È ormai venuto il tempo di adottare misure di modernizzazione, non solo di liberalizzazione, per un Paese in forte crisi, dove a farne le spese in misura maggiore sono sicuramente i giovani. È questo ciò che oggi si aspettano i giovani per i giovani.

Stefano Ruberti

Pier Luigi Marchini

Delega Diritto Societario

Giunta UngdcecC

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