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Srl a 1 , marcia indietro sui notai

del 23/02/2012
di: di Simona D'Alessio
Srl a 1 , marcia indietro sui notai
La società a responsabilità limitata per gli under 35, costituita al costo di 1 euro, lascia perplesso il governo perché, anche senza costi aggiuntivi per i giovani, rientrerebbero in gioco i notai. È questo emendamento, presentato dai relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), uno dei nodi irrisolti dell'esame del decreto sulle liberalizzazioni (n. 1/2012) in commissione industria a palazzo Madama, il cui arrivo in aula è previsto per il 29 febbraio, mentre il voto definitivo arriverà probabilmente il 2 marzo. Secondo la senatrice, l'esecutivo sarebbe favorevole a una scrittura privata, al posto di un vero e proprio atto costitutivo, e l'iscrizione al registro delle imprese con la gratuità delle spese notarili, come proposto dai relatori. Si va, invece, verso il via libera all'esercizio dei taxi anche fuori dai comuni dove è stata rilasciata la licenza e saranno le amministrazioni locali (comuni e regioni) a regolarne il servizio, con il potere di aumentare anche le licenze; i guidatori, inoltre, potranno svolgere attività integrative, quali la vettura a uso collettivo. L'esecutivo ha, dunque, detto sì al conferimento ai sindaci dei poteri gestionali delle auto bianche seguendo i criteri di «ragionevolezza e proporzionalità», sui cui livelli di offerta potrà esprimersi anche l'Autorità di regolazione dei trasporti, nata con un altro emendamento allo stesso decreto, il cui parere non sarà però vincolante; la sede dell'Authority verrà definita con un dpcm su proposta del ministro delle infrastrutture, mentre il collegio dovrà essere costituto entro il 31 maggio 2012 e l'organismo, si legge nella bozza, sarà chiamato a «garantire concorrenza, efficienza produttiva delle gestioni e il contenimento dei costi per gli utenti, imprese e consumatori, condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali», ma assicurerà anche «criteri per la fissazione di tariffe, canoni e pedaggi, e condizioni minime di qualità dei servizi».

Fra le altre proposte di modifica accolte ieri quella dei mutui non vincolati all'apertura di un conto corrente e polizze vita scelte direttamente dal cliente, mentre al vaglio c'è la possibilità di conti a costo zero per i pensionati con un assegno sino a 1.500 euro. Viene, poi, rinforzata la class action: la commissione ha approvato un emendamento nel quale si sostituisce la parola «identica» con la parola «omogenea» (nella definizione della situazione in cui si trovano i consumatori) nella norma sulle cause collettive del codice del consumo, estendendo in tal modo l'uso dello strumento a una più ampia platea di utenti. Altolà, poi, alle clausole vessatorie nei contratti tra professionisti e consumatori che si concludono mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli o formulari, mediante l'applicazione di multe da 2 mila a 20 mila euro e, se le informazioni o la documentazione fornite non saranno veritiere, l'Antitrust comminerà una sanzione amministrativa pecuniaria da 4 mila a 40 mila euro; inoltre, la proposta di modifica licenziata dai senatori prevede che il provvedimento che accerta la vessatorietà della clausola debba essere diffuso sul sito internet dell'Autorità, sul sito dell'operatore che adotta la clausola ritenuta vessatoria e, in caso di inottemperanza, l'Autorità dispenserà una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 5 mila a 50 mila euro.

Attesa, poi, per alcuni ritocchi, fra cui una riformulazione dell'articolo 11 che contiene le misure sulle farmacie, che porterà «incisive modifiche», annunciate dal ministero della salute, mentre il governo punta a una separazione totale tra Eni e Snam, quindi con la divisione anche dello stoccaggio. Si tratta ancora sul numero di tribunali per le imprese specializzate e sugli organici da impiegare, così come nelle prossime ore si saprà se passerà l'emendamento che eleva fino a cinque anni di reclusione la pena per chi commette frodi assicurative.

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