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Giudici tributari, il tetto ai compensi è per tutti

del 23/02/2012
di: di Valerio Stroppa e Gianni Macheda
Giudici tributari, il tetto ai compensi è per tutti
Il tetto ai compensi di 72 mila euro annui si applica a tutti i giudici tributari. Anche a quelli eletti presso il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Il limite si riferisce agli emolumenti fissi e variabili. E non, quindi, soltanto a questi ultimi, come sostenuto dal Cpgt. Ad affermarlo è la Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze, che con una comunicazione del 21 febbraio ha informato le segreterie e i presidenti delle commissioni circa il corretto inquadramento economico dei giudici tributari eletti a Via Solferino. Interpretazione che è stata assunta dal Df con nota n. 2223 del 2 febbraio 2012, a firma del direttore generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella.

Alcuni uffici di segreteria delle Ctp e Ctr che hanno in carico i giudici tributari eletti al Cpgt avevano infatti formulato specifici quesiti al ministero dell'economia, sulla base di richieste presentate dagli stessi magistrati. L'articolo 27 del dlgs n. 545/1992 stabilisce che i componenti del Consiglio di presidenza sono esonerati dalle funzioni giudiziarie, conservando sia la titolarità dell'ufficio sia il relativo trattamento economico. La parte fissa, ex articolo 13 del citato dlgs, equivale a quella percepita prima dell'elezione. La componente variabile, invece, viene determinata sulla base del compenso accessorio più elevato conferito, nel periodo di riferimento, ai presidenti di commissione. A differenza della quota fissa, liquidata mensilmente dalla Direzione regionale delle Entrate e pagata dalla segreteria della commissione, il trattamento variabile viene calcolato e corrisposto direttamente dal Cpgt (ai sensi dell'articolo 29-bis del dlgs n. 545/1992, che attribuisce al Consiglio l'autonomia gestionale propria degli organi di autogoverno). L'articolo 1, comma 311 della legge n. 311/2004 prevede che il tetto di 72 mila euro previsto per i giudici di pace si applica anche ai giudici tributari. Ma il Cpgt, con delibera n. 1288 del 21 giugno 2011, aveva rilevato che tale soglia «riguarda solo il compenso variabile e non il fisso che ha come presupposto la titolarità dell'ufficio».

Secondo il Df, invece, «il trattamento economico complessivo da liquidare ai giudici eletti al Cpgt, sia per la parte fissa sia per quella variabile, non può superare in ogni caso l'importo di euro 72 mila annui, così come stabilito dal comma 4-ter dell'articolo 11 della legge n. 374/1991». Tale tetto massimo, infatti, in virtù di quanto disposto dal comma 311 dell'articolo 1 della legge n. 311/2004, «è stato esteso anche alle indennità maturate dai giudici tributari, anche se eletti in seno al Consiglio».

Il Dipartimento ricorda infine che, come precisato nel novembre 2005 dalla Ragioneria generale dello stato, per il calcolo dei compensi ai fini del rispetto del limite dei 72 mila euro si deve osservare il criterio di competenza. Pertanto va verificato in quale anno solare gli emolumenti sono maturati e non il momento della loro corresponsione.

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