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Non è sequestrabile l'archivio completo

del 16/02/2012
di: di Debora Alberici
Non è sequestrabile l'archivio completo
Illegittimo il sequestro disposto sull'intero archivio del professionista sospettato di attività illecite. Il provvedimento può colpire solo i documenti attinenti alle accuse. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 5930 del 15 febbraio 2012, ha annullato il sequestro dello studio di un geometra sospettato di attività illecite con il comune. Dunque, una decisione forte quella presa dalla sesta sezione penale che ha dissequestrato e ordinato la restituzione dell'archivio al professionista. Ribaltando la doppia decisione del tribunale di Benevento gli Ermellini hanno imposto, per la prima volta, un importante paletto al sequestro preventivo negli studi professionali. I documenti devono essere inerenti al reato ipotizzato e i giudici devono motivare tale inerenza. In un passaggio chiave si legge infatti che «il sequestro probatorio ex art. 253 cpp è (quale misura pre-cautelare reale) un peculiare mezzo di ricerca della prova che, proprio per evitare il rischio che si trasformi in un improprio strumento di ricerca della stessa notitia criminis (che il sequestro presuppone), deve essere sorretto da una motivazione. Quest'ultima, per quanto riassuntiva o schematica deve coniugare al ragionevole delinearsi di ipotesi criminose, munite di riconoscibili valenze ontologiche (sebbene destinate a essere vagliate in modo esaustivo nella sede propria della plena cognitio del giudice di merito), almeno l'enunciazione descrittiva della inerenza q pertinenzialità di beni e cose sequestrati all'accertamento di dette ipotesi di reato». Fra l'altro, dice perentoriamente Piazza Cavour, la necessità di proseguire con le indagini non può consentire il sequestro preventivo su beni e documenti il cui nesso con l'attività criminale non è ben chiaro agli inquirenti. Per «bloccare» il «compendio documentario» vanno fornite alcune preventive indicazioni selettive «in rapporto agli scopi delle indagini e alla riconducibilità a queste dei documenti dell'indagato», né possono essere omesse «chiarificazioni specificatrici (in sede di riesame), anche per sommi capi, della pertinenzialità endoprobatoria della corposa mole dei documenti sequestrati».
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