Consulenza o Preventivo Gratuito

La Chiesa senza Ici soltanto per attività non commerciali

del 16/02/2012
di: La Redazione
La Chiesa senza Ici soltanto per attività non commerciali
L'esenzione dall'Ici per gli enti non commerciali, tra cui anche la Chiesa, varrà solo per quegli immobili in cui sia «esclusiva» l'attività non commerciale. Per gli immobili ad attività «mista», l'esenzione riguarderà solo la frazione nella quale si svolga l'attività non commerciale. Lo ha precisato il premier Mario Monti, in una lettera al vicepresidente della Commissione europea Joaquin Almunia, annunciando un emendamento che «chiarisca ulteriormente e in modo definitivo la questione». Questi i criteri individuati da Monti: «L'esenzione fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un'attività non commerciale; l'abrogazione di norme che prevedono l'esenzione per immobili dove l'attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente; l'esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l'attività di natura non commerciale; l'introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal ministro dell'economia e delle finanze circa l'individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all'interno di uno stesso immobile». Il presidente Monti auspica che l'iniziativa del governo «permetta alla Commissione europea di chiudere la procedura aperta nell'ottobre 2010». Che l'iniziativa fosse tutta nelle mani del premier lo aveva confermato nei giorni scorsi anche un membro del suo governo. «Applicare l'Ici alla Chiesa escludendo il no-profit», aveva annunciato il ministro per la Cooperazione Internazionale, l'Integrazione e le Politiche Familiari, Andrea Riccardi, in un'intervista, dopo che il Cardinale Angelo Bagnasco aveva sostenuto che la Chiesa non si sottrarrà alla decisione del governo. «La scelta è nelle mani del premier Monti. Sta esaminando bene tutti gli aspetti della questione e deciderà lui personalmente per il meglio». Riccardi, che ha la delega alle politiche familiari, ha aggiunto: «Non voglio svicolare l'argomento. Semplicemente mi sembra opportuno che Monti in persona affronti il tema. Io non ho alcuna esitazione a dichiarare che la Chiesa e le altre organizzazioni no profit di solidarietà svolgono un'importante funzione, ma certamente, laddove si ravvisassero attività commerciali o miste, si dovrà intervenire con le tasse: non si può tollerare una ''leggerezza'' su certe coperture commerciali. Ma sia chiaro», puntualizza, «non siamo di fronte alla presa di Porta Pia. La soluzione non è così difficile», conclude. Riassumendo la vicenda dell'Ici sui beni ecclesiastici (che peraltro non riguarda solo la Chiesa cattolica ma anche le altre confessioni), va ricordato che alcuni soggetti privati italiani avevano fatto ricorso alla Dg Concorrenza della Commissione europea ritenendo di essere penalizzati dall'attività di enti non commerciali concorrenti in condizioni fiscali di esenzione dell'Ici, una situazione che confliggerebbe con le norme europee sugli aiuti di Stato e sul mercato interno. La vicenda sembrava archiviata dalla precedente Commissione Barroso che rischiava però una condanna dalla Corte di giustizia. Il dossier è stato dunque riaperto nel corso del 2010 con la lettera del mese di ottobre cui ha fatto riferimento Monti.

vota