Consulenza o Preventivo Gratuito

Commercialisti, contributi più cari

del 09/02/2012
di: Pagina a cura di Ignazio Marino
Commercialisti, contributi più cari
Contributi previdenziali più cari per i commercialisti ma destinati a fruttare di più ai fini pensionistici. I ministeri vigilanti (lavoro ed economia) hanno dato ieri il via libera definitivo alla mini riforma proposta dalla Cassa di previdenza di categoria che prevede l'innalzamento dal primo gennaio 2012 dell'aliquota soggettiva sui redditi dal 10 al 12% in tre anni. Tale incremento garantirà agli iscritti importi percentualmente superiori alla contribuzione effettivamente versata: si paga il 12% ma sul montante individuale viene accredito l'equivalente del 15% (si veda tabella in pagina). Tale premialità, nel rispetto del principio di equità intergenerazionale, sarà collegata e crescente al crescere del numero di anni che l'iscritto vanta nel sistema contributivo. Si completa così un faticoso percorso di autoriforma iniziato con l'approvazione da parte dell'assemblea dei delegati dell'apposita delibera il 24 maggio 2011. Dopo un lungo silenzio da parte dei ministeri vigilanti, infatti, il 10 gennaio 2012 è arrivata la conferma al contributo integrativo al 4% (a carico del cliente) sine die. Mentre ieri è arrivato l'ok anche al meccanismo che premia chi verserà di più. E che apre le porte ad un meccanismo virtuoso per il quale più si versa e più migliorerà in fondo alla carriera il trattamento pensionistico.

Le misure. Quattro i principali punti delle delibere approvate dai ministeri vigilanti. Il primo: il riconoscimento sine die del contributo integrativo al 4% (già confermato il 10 gennaio scorso «nelle more della emanazione del Decreto Interministeriale di approvazione»). Il secondo: l'aumento dell'aliquota di contributo soggettivo: l'11% per gli anni 2012 e 2013 e 12% dal 2014; scompare di conseguenza il tetto massimo dell'aliquota al 17%. Il terzo: il riconoscimento di un trattamento proporzionalmente superiore a quello calcolato sulla base del solo contributo soggettivo versato, in misura crescente al crescere della aliquota di versamento prescelta e in funzione dell'anzianità maturata con il metodo di calcolo contributivo, attraverso l'utilizzo di una aliquota «di computo» superiore a quella «di finanziamento». Il quarto: la rateizzazione delle eccedenze contributive per chi non ha versato quanto dovuto. Il pacchetto di misure, sottolinea una nota della Cnpadc, è concepito per generare maggiori entrate che, nel sistema contributivo di riferimento della Cassa, andranno a finanziare migliori trattamenti pensionistici A specifica salvaguardia delle fasce categoriali più deboli, la premialità viene riconosciuta anche nel caso di versamento del solo contributo fisso minimo, il cui importo non è stato aumentato

Il commento. «È giunto a conclusione un impegnativo percorso che permette alla Cassa di vedere garantita, con sempre maggior fiducia, oltre alla sostenibilità del sistema, anche la maggior adeguatezza delle prestazioni previdenziali che andrà ad erogare», dichiara a caldo il presidende dell'ente Walter Anedda. Che aggiunge: «Gli interventi approvati concorreranno a migliorare i trattamenti previdenziali per le generazioni più giovani che, oltretutto, potranno anche contare su ulteriori misure quali quelle legate alla c.d. Legge Lo Presti. La manovra garantisce le fasce categoriali più deboli e tende a promuove una maggiore coscienza previdenziale del professionista poiché il meccanismo di premialità è proporzionale al crescere dell'aliquota di contribuzione soggettiva utilizzata».

vota