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Il preavviso di fermo è senza impugnazione

del 07/02/2012
di: La Redazione
Il preavviso di fermo è senza impugnazione
Il preavviso di fermo è una mera comunicazione e non può essere impugnato innanzi al giudice tributario. Lo ha stabilito la commissione tributaria regionale di Firenze, sezione XXI, con la sentenza n. 109 del 22 novembre 2011. Per i giudici toscani, il preavviso di fermo non rientra tra gli atti impugnabili previsti dalla normativa processuale tributaria (decreto legislativo 546/92), poiché si tratta di “una mera comunicazione tesa ad avvertire degli effetti del mancato pagamento del tributo dovuto e si colloca all'interno di un processo finalizzato ad assicurare la più ampia tutela del contribuente, venendo successivamente seguito da una ulteriore comunicazione della avvenuta iscrizione del fermo”. In realtà, la questione relativa all'impugnabilità di questo provvedimento ha formato oggetto di prese di posizione non univoche sia da parte dei giudici tributari che della Cassazione (sentenza 26196/2011). Viene richiamato nella pronuncia il principio affermato dalla Suprema Corte (sentenza 8890/2009), secondo cui il preavviso di fermo amministrativo di un autoveicolo non è impugnabile innanzi al giudice, in quanto non arreca un danno immediato al patrimonio del debitore iscritto a ruolo. Infatti, fino a quando il fermo non viene iscritto nei pubblici registri dall'agente della riscossione, il titolare del veicolo può utilizzare il proprio mezzo e circolare liberamente. Non esiste, dunque, un interesse a ricorrere contro un provvedimento che non esegue il fermo, ma si limita a preannunciarlo. La comunicazione preventiva sarebbe un atto del concessionario privo di effetti pregiudizievoli. E non arrecherebbe alcuna menomazione al patrimonio del debitore fino a quando il fermo non sia iscritto nei pubblici registri, in quanto l'interessato può pienamente utilizzare il bene e disporne. In senso contrario, invece, si è espressa la Commissione tributaria provinciale di Reggio nell'Emilia, seconda sezione, con la sentenza n. 272/2008, che ha ritenuto il preavviso di fermo amministrativo di un autoveicolo un atto “immediatamente impugnabile”, perché potenzialmente lesivo per il destinatario. In effetti, l'interesse a ricorrere sorge già nel momento in cui viene notificato il provvedimento che è lesivo della sfera giuridica dell'obbligato. Decorso il termine di 60 giorni dalla notificazione della cartella, se il debitore non provvede al pagamento delle somme richieste dall'agente della riscossione va incontro al rischio che il proprio autoveicolo venga sottoposto alle ganasce fiscali. L'atto viene iscritto nei registri mobiliari e ne deve essere data comunicazione all'interessato. Per indurlo al pagamento, normalmente, l'agente della riscossione emana un unico provvedimento che contiene in sé il preavviso. Questo impedisce il fermo vero e proprio solo nel caso in cui il soggetto intimato adempia entro 20 giorni. In caso di mancato versamento delle somme dovute entro questo termine il veicolo non può più circolare. Naturalmente il debitore può impugnare il provvedimento innanzi al giudice tributario o ordinario, a seconda della natura della somma contestata.

Sergio Trovato

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