Consulenza o Preventivo Gratuito

Accertamento analitico per contabilità inattendibile

del 04/02/2012
di: La Redazione
Accertamento analitico per contabilità inattendibile
Il fisco può procedere all'accertamento analitico e non necessariamente a quello induttivo anche in caso di «inattendibilità dell'intera contabilità». Non basta. Il giudice tributario non può sostituire d'ufficio il metodo usato dall'amministrazione finanziaria. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 1555 del 3 febbraio 2012, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate.

La vicenda riguarda un srl milanese. Da una verifica della Guardia di finanza era risultata una contabilità irregolare e inattendibile. Ma l'amministrazione finanziaria aveva spiccato un accertamento analitico. L'atto era stato impugnato dal contribuente e la ctp e la Ctr della Lombardia avevano dato ragione all'imprenditore rideterminando il redditi d'impresa sulla base del metodo induttivo. Contro questa decisione l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Cassazione con successo. La sezione tributaria lo ha accolto spiegando che non sussiste a carico dell'amministrazione un obbligo di accertare induttivamente il reddito di impresa in assenza della contabilità. «Per l'accertamento dei redditi di impresa ai sensi dell'art. 39 del dpr 29 settembre 1973, n. 600», si legge in sentenza, «la ricorrenza dei presupposti per l'accertamento induttivo (anche nella ipotesi di inattendibilità dell'intera contabilità) non comporta l'obbligo dell'ufficio di avvalersi di tale metodo di accertamento, ma costituisce una mera facoltà che non preclude, pertanto, la possibilità di procedere a una valutazione analitica dei dati comunque emergenti dalle scritture dell'imprenditore, e che «l'esistenza dei presupposti per l'applicazione del metodo induttivo non esclude che l'amministrazione possa servirsi, nel corso del medesimo accertamento e per determinate operazioni, del metodo analitico di cui al primo comma dell'art. 39, oppure contemporaneamente di entrambe le metodologie».

Debora Alberici

vota