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C'è chi evade per sopravvivere

del 27/01/2012
di: Pagina a cura di Cristina Bartelli
C'è chi evade per sopravvivere
La solvibilità del contribuente è uno dei criteri che indirizzano le verifiche della Guardia di finanza. Esiste, infatti, un'evasione di sopravvivenza, dovuta alla crisi economica, e le Fiamme gialle ne tengono conto cercando di non calcare la mano su chi si trova in difficoltà economico-finanziaria. A rispondere davanti alla commissione di vigilanza sull'anagrafe tributaria, presieduta da Maurizio Leo, è stato ieri Bruno Buratti, generale della Guardia di finanza, nella seconda audizione riservata dalla commissione alle Fiamme gialle. «Esiste», dichiara il generale, «la cosiddetta evasione diffusa o di massa, realizzata dall'ampia platea delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi». In questo ambito, continua il rappresentante delle Fiamme gialle, «è possibile rinvenire contribuenti che non ottemperano agli obblighi tributari anche in ragione di contingenti difficoltà economico-finanziarie». La cosiddetta evasione di sopravvivenza che può avere diverse motivazioni: accanto a imprese economicamente inefficienti o che versano in momenti di crisi ci sono imprenditori capaci e onesti, spinti fuori dal mercato da forme di concorrenza sleale, poste in essere da soggetti coinvolti in frodi fiscali. E proprio per questo la Gdf nelle sue analisi mette in conto la solvibilità del contribuente come un parametro di cui tener conto per la selezione dei soggetti da verificare. Esiste poi una forma di evasione complessa che è realizzata da strutture imprenditoriali complesse e che ricorre a pratiche insidiose. Incalzato dalle domande degli onorevoli sulla spettacolarizzazione dei controlli, il generale Buratti risponde: «Riteniamo che un'eccessiva esposizione mediatica dei nostri interventi non sia di ausilio ma anzi costituisca nocumento alle attività operative». E quindi dichiara: «Abbiamo raccomandato ai reparti di adottare moduli operativi sempre improntati a sobrietà, discrezione e rispetto della privacy dei contribuenti». Non c'è, infine, relazione tra crisi e numero di evasori totali scovati tra il 2010 e il 2011, oltre 17.500 è sostanzialmente costante nel tempo.

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