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Un manuale pratico per il Ctu

del 25/01/2012
di: di Mario Civetta * *Presidente Commissione Volontaria Giurisdizione e Ctu dell'Odcec di Roma
Un manuale pratico per il Ctu
L'attività del consulente tecnico d'ufficio sta diventando sempre più rilievante nel processo civile e determinante per la definizione dello stesso. Partendo da questa premessa, la Commissione Volontaria giurisdizione e Ctu dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma, nell'ambito dell'attività formativa agli Iscritti, ha ritenuto utile procedere alla realizzazione di un breve “manuale ragionato” del consulente tecnico d'ufficio.

A differenza delle altre pubblicazioni del nostro Ordine questo documento è stato messo a punto grazie all'impegno e alla dedizione di due magistrati del Tribunale Civile di Roma che hanno voluto trasferire, oltre al bagaglio di conoscenze teoriche, anche la loro grande esperienza pratica in materia. Ai due Magistrati del Tribunale Civile di Roma autori della pubblicazione, la dottoressa Donatella Salari ed il dottor Marcello Buscema, l'Ordine ha rivolto un sentito ringraziamento perché il loro spirito di collaborazione ha reso possibile questo lavoro.

La pubblicazione ha l'obiettivo di fornire una soluzione alle problematiche di ordine teorico e pratico che il consulente tecnico d'ufficio deve affrontare nel proprio delicato lavoro. In particolare viene analizzata l'attività del consulente tecnico di ufficio in tutte le fasi del suo impegno: dal momento della nomina fino al momento del deposito della relazione, concentrando particolare attenzione agli aspetti più controversi quali i rapporti con i consulenti tecnici di parte o l'utilizzo dei documenti prodotti dalle parti.

Venendo all'articolazione dettagliata di questo “manuale ragionato”, si parte da una premessa metodologica che mette in luce il rapporto che si instaura fra il ctu, il giudice, i consulenti di parte e gli avvocati, dove «il professionista, chiamato a collaborare con la sua scienza e perizia con lo iuris dicere del giudice», deve «saper governare in ogni momento e, soprattutto, nella sua globalità, le varie fasi in cui si articola l'attività peritale, consapevole che le modalità con cui egli procede ad assolvere al proprio incarico professionale sono importanti quanto il contenuto dell'elaborato tecnico».

La scansione delle varie fasi dell'attività risulta essenziale ed è orientata a una pragmatica illustrazione: gli obblighi di comunicazione del ctu; l'attività di verbalizzazione; i chiarimenti e le informazioni; il principio di disponibilità della prova e la differenza tra consulente deducente e consulente percipiente; il principio dispositivo; il contraddittorio; l'attività del consulente tecnico di parte; le preclusioni e il potere/dovere del ctu di ricevere documenti; l'attività del consulente tecnico d'ufficio nel processo cautelare; le modalità della conciliazione.

Punto centrale del documento ne risulta l'inquadramento dell'intera attività del ctu che diventa spesso un'oggettiva fonte di convincimento cruciale nel processo. Infatti, come evidenziato anche dalla Cassazione - 20 giugno 2000, numero 8395 - la consulenza tecnica pur non costituendo, nel vigente codice di rito mezzo di prova, non essendo diretta da acclarare la verità o meno di determinati fatti, può assumere il valore di oggettiva fonte di convincimento ove trattasi di fatti rientranti nell'ambito strettamente tecnico e non di circostanze e situazioni storiche.

Una specifica sezione è dedicata al Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali relativo alle “Linee guida in materia di trattamento di dati personali da parte dei consulenti tecnici”. Il documento si conclude con un'aggiornata rassegna giurisprudenziale relativa sempre agli aspetti di maggiore interesse. Il manuale coglie le differenze tra le teorizzazioni della legge e la prassi applicativa. Ad esempio, «a norma dell'articolo 194 c.p.c. le indagini possono essere compiute dal consulente tecnico da solo ovvero alla presenza del giudice». Ma questa previsione normativa secondo cui «nell'idea originaria del codice di rito la presenza del giudice doveva rappresentare la regola e la sua assenza l'eccezione», deve essere misurata con la prassi perché «col passare del tempo è prevalsa la prassi secondo la quale il consulente tecnico procede ai suoi accertamenti senza la presenza del giudice». In ogni passaggio, oltre che in un'apposita sezione finale, c'è il richiamo alla giurisprudenza di Cassazione. Viene sottolineato, inoltre, il valore di atti formali come la redazione dei verbali essenziali nell'intero lavoro del ctu. Non mancano anche gli ultimi elementi di novità come il ruolo che il consulente tecnico di ufficio è chiamato a svolgere in tema di conciliazione. Infatti, «l'ipotesi di una conciliazione della lite non può prescindere dal risultato dell'elaborato dell'esperto, in grado di far conoscere alle parti la soluzione degli aspetti tecnici della controversia». Nella realtà quotidiana dell'amministrazione della giustizia i consulenti tecnici vanno assumendo un ruolo sempre più decisivo ai fini delle determinazione del giudice, in questo scenario opere come queste possono offrire una giusta dimensione di rapporto fra retroterra teorico e applicazione pratica. Le 74 pagine del documento sono consultabili sul sito www.odcec.roma.it .

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