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Nuova imprenditorialità, stretta sui finanziamenti

del 25/01/2012
di: Debora Alberici
Nuova imprenditorialità, stretta sui finanziamenti
Linea dura sui finanziamenti per la nuova imprenditorialità. Tutti i consiglieri delegati dell'azienda rispondono del danno verso l'amministrazione erogatrice in caso di mancata realizzazione del progetto.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 2892 del 24 gennaio 2012, ha confermato e resa definitiva la condanna per truffa aggravata inflitta dalla Corte d'appello di Firenze ai soci, anche consiglieri delegati, di una srl che aveva chiesto e ottenuto dalla regione un finanziamento per lo start-up. In particolare la società aveva avuto un mutuo agevolato per l'acquisto di una biella. Quando l'ispettore, ancor prima dell'erogazione del denaro, aveva fatto l'ispezione, la presenza del macchinario in azienda era stata finta. Una condotta, questa, che è costata a padre e due fratelli una pesante accusa per truffa aggravata e la responsabilità per il danno provocato alla regione. Di nessun rilievo che il raggiro era stato posto in essere durante la fase procedimentale. In proposito gli Ermellini hanno ricordato che «nella fattispecie, nessun dubbio che la condotta fraudolenta non sia stata frutto di un mero mendacio, bensì di una falsa rappresentazione della realtà, e che la falsa documentazione riguardante la biella, e l'attività ingannatoria posta in essere dai soci al momento del sopralluogo abbiano indotto in errore l'ente erogatore del finanziamento». Fra l'altro è irrilevante che il finanziamento, al momento del sopralluogo, fosse già stato concesso (ma peraltro non ancora riscosso) alla ditta. Ma non è tutto. Allorché, poi, l'ente pubblico viene indotto, mediante raggiri, a erogare una (o più) rate di mutuo in assenza delle condizioni o dei presupposti previsti per l'erogazione stessa, «si verifica di diritto il danno patrimoniale dell'ente pubblico che è, appunto quello di un esborso patrimoniale non previsto e anzi vietato dalle leggi istitutive dell'ente medesimo». Infine, trattandosi di danno da reato conseguente al diretto coinvolgimento dei soci nell'attività di amministrazione della società a responsabilità limitata e, dunque, di gestione del contributo pubblico erogato, «anche i soci personalmente debbono rispondere del danno provocato all'ente mediante l'illegittima percezione del contributo in questione».

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