Consulenza o Preventivo Gratuito

Perché liberalizzare?

del 20/01/2012
di: di Gianluca Tartaro Adc Tivoli
Perché liberalizzare?
La liberalizzazione è un processo legislativo che consiste, generalmente, nella riduzione di restrizioni precedentemente esistenti.

È vero? Se così è, mi piacerebbe sapere quali siano le «restrizioni precedentemente esistenti» in molti dei settori oggetto delle liberalizzazioni degli ultimi provvedimenti. Sono e resto aperto a qualsiasi suggerimento, a qualsiasi confronto durante il quale mi si dimostri che nel carnet delle «prerogative» professionali ci sia qualcosa da alleggerire.

Non è certo facile, se non impossibile, togliere qualcosa da ciò che non si ha. Ed ancora, e soprattutto: siamo seriamente convinti che l'alleggerimento (sono sinceramente un po' stanco del termine «liberalizzazione») sia cosa giusta, necessaria e idonea al rilancio dell'economia del nostro paese? Sì, perché tra i tanti pensieri che mi vengono in mente c'è proprio quello legato anche ai giovani professionisti dei quali tanto si parla e per i quali, principalmente, si dice di agire; essi si vedono inseriti, di forza, in un mercato «libero» dove tutto, ed ahimé, anche la qualità delle prestazioni, si muove senza regole.

Vi è forse qualcuno che si illude che i professionisti siano, da sempre, casta privilegiata e chiusa?

A parte l'onda di pubblicazioni, più o meno superficiali o di «effetto», sulle caste che sta invadendo il mercato editoriale italiano, la realtà sarà la realizzazione di una progressiva erosione del già non alto reddito dei giovani professionisti. E continuando sempre a parlare di coloro ai quali sono rivolte decisioni importanti di questo governo, che li costringe a fornire prestazioni di qualità sempre più bassa pur di sopravvivere. Ciò anche aderendo ad entità imprenditoriali (leggi società) che considerano il comparto professioni altamente remunerativo (??) e interessante da aggredire, le quali cercheranno di fagocitare i giovani al loro interno con l'unico obiettivo del risultato d'impresa.

Si sappia: su circa 110 mila commercialisti italiani almeno il 40% di essi è rappresentato da giovani. Ad oggi un giovane commercialista (ma anche i meno giovani) ha l'obbligo di: polizze professionali, formazione professionale continua, codice etico, osservazione della deroga ai minimi tariffari, informatizzazione telematica dello studio (solo per citare alcune spese), senza alcun contributo, rispondendo con pesanti sanzioni, anche in concorso con l'imprenditore che assiste, su eventuali errori scusabili o non, senza alcuna esclusiva.

Non è questo il «libero mercato»? Solo per informare chi valuta i professionisti secondo leggende metropolitane, mi chiedo: le entità imprenditoriali cui sembrano essere indirizzate queste «pseudo liberalizzazioni» a quali sanzioni dovranno rispondere, come faranno la formazione continua, quale sarà il codice etico che rispetteranno e potrei continuare ancora per molto! Mi domando: oggi abbiamo bisogno di una «deregulation del mercato professionale»? O abbiamo invece bisogno di regole? La risposta la dà l'attuale momento di crisi che proviene soprattutto da perdita di valori e non rispetto delle regole. Ed anche se i media ci danno notizia di una rassicurante posizione del ministro della giustizia che, saggiamente, ha evidenziato che non si parla di soppressione degli Ordini professionali, sempre per sfatare quella famosa leggenda metropolitana, vorrei chiedere a tutti coloro che hanno scritto e che scrivono fiumi di parole, quanto gli Ordini professionali pesano sul bilancio dello Stato? Se qualcuno disponesse di questi dati potremmo esaminarli e commentarli insieme. Ho l'impressione però che la mia domanda resterà senza risposta, semplicemente perché il costo è ZERO (mi piace evidenziare, ad esempio, che i Consigli degli Ordini territoriali, compresi i revisori, non sono remunerati…). E ancora, gli Ordini professionali, autonomi finanziariamente, non garantiscono forse la pubblica fede con primario e conseguente innalzamento degli standard qualitativi professionali dei propri iscritti?

Che qualcuno mi aiuti a comprenderne l'arcano segreto che riguarda le professioni e gli Ordini, sarebbe la fine di un incubo!

Abbiamo fiducia in questo esecutivo, nutriamo fiducia che un Governo di così ampie vedute e di cotanta levatura scientifica sappia trovare strade alternative che non si limitino meramente a proseguire rotte già percorse da altri e che, non pare, allo stato, abbiano sortito effetti particolarmente positivi per il nostro paese.

vota