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Srl, ampie possibilità per i soci

del 20/01/2012
di: Christina Feriozzi
Srl, ampie possibilità per i soci
Ampie le possibilità operative per i diritti particolari del socio di srl di cui all'art. 2468 c.c. Possono spaziare dai diritti alla distribuzione di riserve di utili, alla quota di liquidazione, alla postergazione delle perdite, di recesso, di prelazione e di nominare o rivestire la carica di sindaco. Il loro mancato esercizio, tuttavia, può comportare lo scioglimento della società o l'esclusione del socio, situazioni queste a cui solo le regole statutarie possono trovare soluzione. Sono alcuni dei chiarimenti proposti dallo studio n. 242/2011/I del Consiglio nazionale del notariato.

Ampio spazio di previsione per i diritti particolari. Un'approfondita analisi dei diritti particolari del socio di srl, viene fornita dal notariato nazionale (vedi anche studio n. 138/2011), ampliandone la casistica pur sempre ancorata in previsioni statutarie ad hoc. Si ritiene plausibile un'interpretazione estensiva del 3° co. dell'art. 2468 c.c., con diritti indirettamente riconducibili a quelli riguardanti l'amministrazione della società e la distribuzione degli utili. Fra questi, ad esempio la possibilità di riservare ad un socio una porzione di attivo residuo dalla liquidazione maggiore rispetto agli altri posto che l'avanzo netto di liquidazione rappresenta un utile accantonato e non distribuito, oppure di riconoscergli il diritto di assegnazione di un bene in natura. Altra ipotesi non pacifica, ma ipotizzabile con idonea previsione statutaria (così anche Not. Milano n. 40/2004) o con il consenso di tutti i soci (Not. Triveneto I.G.24, 9/06) riguarda la possibilità di postergazione delle perdite cioè il diritto a vedersi ridotta/annullata la propria partecipazione solo dopo che siano state annullate le quote degli altri soci. Ancora, plausibile risulta la possibilità di creare una sorta di recesso ad personam considerato che l'art. 2473 c.c. lascia ai soci un ampio margine di movimento. Ammesso anche il diritto particolare di prelazione ovvero il diritto di un determinato socio ad esprimere il proprio gradimento in caso di cessione (totale o parziale) della partecipazione sociale da parte di uno degli altri soci (in tal senso anche Not. Milano 95/2007).

Dubbi di fattibilità riguardano, invece, il diritto a contrattare con la società a condizioni privilegiate. In tale situazione, si tratterebbe di diritto totalmente estraneo sia al contratto di società che ai diritti sociali che ne derivano in quanto relativo ai contratti extra-sociali conclusi dall'organo amministrativo.

Il mancato esercizio non sempre è facoltà del socio. L'inerzia del titolare del diritto particolare non è priva di rilevanza per la vita sociale (a meno che non si tratti di un diritto che incida solo sulla propria sfera economica o giuridica: diritto agli utili), in particolare per quanto concerne i diritti relativi all'amministrazione che potrebbero addirittura paralizzarne l'attività. Ad esempio, vigente la regola legale della modificabilità all'unanimità, l'eventuale impossibilità degli altri soci di poter reagire comporterebbe che quando il mancato esercizio del diritto particolare pregiudichi l'operatività della società, unica conseguenza sia lo scioglimento della stessa. È pertanto opportuno che, in sede di redazione dello statuto, anche l'ipotesi del mancato esercizio del particolare diritto da parte del titolare venga adeguatamente regolata, magari con previsione dell'istituto della esclusione del socio (ex art. 2473 bis c.c.), o con condizione risolutiva del diritto in ipotesi del suo omesso esercizio entro termini prefissati (caducazione a scopo sanzionatorio), ferma restando la responsabilità del socio per danni.

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