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Interessi sui rimborsi Iva, lo stato decide le modalità

del 13/01/2012
di: Roberto Rosati
Interessi sui rimborsi Iva, lo stato decide le modalità
Spetta agli stati membri decidere le modalità di determinazione degli interessi sul rimborso dell'Iva, nel rispetto dei principi di effettività e di equivalenza. Qualora il giudice nazionale accerti una violazione di tali principi, dovrà disapplicare la norma nazionale e riconoscere il calcolo degli interessi con le modalità più favorevoli previste per i rimborsi interni. Questo il parere dell'avvocato generale della corte di giustizia Ue, reso il 12 gennaio 2012 nel procedimento C-591/10, promosso dai giudici del Regno Unito in relazione alla disposizione nazionale secondo cui, nel caso di rimborso dell'Iva riscossa in eccesso, sulla somma rimborsata il creditore ha diritto agli interessi semplici.

Nell'ambito di una controversia nella quale una società pretendeva dall'amministrazione fiscale ulteriori somme a titolo di interessi composti, i giudici hanno sollevato davanti alla corte di giustizia alcune questioni, volte sostanzialmente a chiarire se sia o meno conforme alla normativa comunitaria la legge nazionale che prevede sul rimborso dell'Iva la corresponsione degli interessi semplici, oppure se la normativa comunitaria imponga di prevedere modalità differenti.

Premesso che la controversia attiene ad un'azione di rimborso dell'Iva e non ad un'azione di risarcimento del danno, l'avvocato ricorda che, in mancanza di una disciplina comune, spetta agli stati membri stabilire anche le modalità procedurali in materia di rimborso dell'Iva, purché vengano rispettati i principi di equivalenza e di effettività. In base a questi principi, le modalità del rimborso dell'Iva non devono essere meno favorevoli rispetto a quelle del rimborso di tributi nazionali e non devono essere tali da rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile l'esercizio del diritto.

Dalla giurisprudenza della corte emerge poi che, qualora abbiano riscosso imposte in contrasto con la normativa dell'Ue, gli stati membri sono tenuti, in via di principio, a restituire sia le imposte non dovute sia gli interessi. Ad avviso dell'avvocato, spetta comunque agli stati membri stabilire le modalità della corresponsione di interessi, fatto salvo il rispetto dei suddetti principi; se il giudice nazionale dovesse accertare che lo stato membro applica al rimborso Iva modalità di applicazione degli interessi meno favorevoli rispetto agli analoghi rimedi interni, sarebbe tenuto a disapplicare la norma e a riconoscere, in base al principio di equivalenza, il regime più favorevole.

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