Consulenza o Preventivo Gratuito

Commercialisti e previdenza, l'Aidc protesta

del 10/01/2012
di: La Redazione
Commercialisti e previdenza, l'Aidc protesta
Monta la protesta dei dottori commercialisti per la mancata conferma da parte dei ministeri vigilanti del contributo integrativo al 4%. A rappresentarla è il sindacato Aidc guidato da Marco Rigamonti. Che lamenta un danno per gli iscritti che già dal 1° gennaio 2012 hanno dovuto fare i conti con la più bassa aliquota del 2% sulle nuove parcelle. Almeno finché i ministeri non si esprimeranno su una delibera presentata ormai nove mesi fa. «Gli uffici ministeriali preposti a lavorare queste pratiche», commenta Rigamonti, «hanno avuto tutto il tempo necessario per completare l'iter burocratico, indipendentemente dal cambiamento del titolare effettivo dei rispettivi dicasteri. E ciò a maggior ragione se, come nel caso di specie, lo schema di delibera era già conosciuto dai ministeri stessi, in quanto anche ispiratori della medesima. È assolutamente inaccettabile che un'autoriforma, peraltro adottata in tempi non sospetti e che va nella direzione richiesta anche da quest'ultimo governo, sia snobbata, come oggi appare». Per l'Aidc dunque, ci si trova quindi a registrare «un danno e una beffa. Danno, gravissimo, perché è pura fantasia immaginare che i colleghi potranno, a delibera approvata, rivalersi sul cliente per richiedergli l'ulteriore 2%, e perché, inoltre, si è ormai ingenerato un circolo vizioso di avvisi parcella emessi con il 2% (tipici quelli emessi ad inizio anno) e che magari saranno pagati con il 4% approvato! Insomma un micidiale caos nei rapporti dottore commercialista-cliente, anche di “immagine”, totalmente gratuito ed incomprensibile. Auspichiamo a questo punto che per alleviare tali incongruenze, senza che i colleghi arrivino alla paradossale situazione di versare di tasca propria un contributo mai incassato, anche perché praticamente irripetibile, che la misura del contributo integrativo stesso abbia nel corso dell'anno 2012 una duplice aliquota di applicazione. Si versi il 2% sulle fatture emesse con quel contributo e il 4% sulle successive». Passando alla beffa, continua la nota diffusa ieri «in questo strano paese sembrerebbe che anche una riforma “virtuosa” debba essere necessariamente supportata da una capacità di «convincimento» tecnico, burocratico e politico per potersi concludere con successo». Dall'Aidc l'invito al Consiglio di amministrazione della Cassa a farsi carico della ricerca della migliore soluzione tecnica per evitare il caos e l'auspicio che nelle prossime ore la questione venga definitivamente sanata, chiudendo una brutta pagina che vede interessati i dottori commercialisti.
vota