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del 10/01/2012
di: La Redazione
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L'indennità attribuita al professionista incaricato quale amministratore di sostegno configura, in ogni caso, un compenso per attività abituale e deve essere inquadrata come reddito di lavoro autonomo tassabile.

Così l'Agenzia delle entrate che, con la risoluzione 9/1/2012 n. 2/E, è intervenuta in risposta ad un'istanza di interpello sull'imponibilità o meno dell'indennità liquidata all'amministratore di sostegno.

L'avvocato istante ha precisato che nell'ambito della propria attività professionale ha ricevuto numerosi incarichi giudiziari quale amministratore di sostegno e, sulla base della modalità di liquidazione dell'indennità specifica e di un orientamento della Consulta (ordinanza n. 1073/1988) ritiene che la stessa non costituisca reddito imponibile, non sia soggetta a fatturazione ma debba essere ricevuta con rilascio di semplici ricevute gravate da bollo. L'Agenzia delle entrate ricorda che l'istituto è stato introdotto dalla legge n. 6/2004 e che lo stesso prevede, in presenza di una persona affetta da infermità o menomazione fisica o psichica, la nomina di un tutore (amministratore di sostegno), a cura del giudice competente.

Sul punto, le Entrate richiamano una recente sentenza della Suprema corte (Cassazione n. 19596/2011) con la quale è stato affermato che la cura degli interessi della persona deve essere affidata, a discrezione del giudice, a qualsiasi soggetto ritenuto meritevole, applicando talune norme del codice civile, inerenti all'ufficio tutelare.

Nel caso in cui il prescelto, come nel caso in commento, sia un professionista (avvocato) e ancorché l'indennità attribuita sia determinata in via equitativa e su base forfettaria, le Entrate ritengono, anche per il riferimento fatto in sede di determinazione alla tariffa professionale, che detta indennità rappresenti un compenso per lo svolgimento della propria attività, inquadrabile come reddito di lavoro autonomo, di cui all'art. 53, dpr n. 917/1986, rilevante anche ai fini Iva, ai sensi degli articoli 3 e 5, dpr n. 633/1972.

Fabrizio G. Poggiani

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