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Congedo straordinario retribuito

del 07/01/2012
di: Daniele Cirioli
Congedo straordinario retribuito
Durante i periodi di congedo straordinario (per assistenza a familiari disabili) il lavoratore ha diritto a un'indennità economica corrispondente all'ultima retribuzione percepita, con riferimento alle voci fisse e continuative. Tale indennità, al lordo della relativa contribuzione (a carico lavoratore e p.a.), spetta fino all'importo annuo di 44.276,33 euro (valore anno 2011). La contribuzione, tuttavia, non comprende la quota riferita al tfr/tfs in quanto il congedo non rileva a fini di alcuna buonuscita. È quanto precisa, tra l'altro, l'Inpdap nella circolare n. 22/2011, illustrando le novità introdotte dal dlgs n. 119/2011.

Soggetti aventi diritto. Una prima novità della riforma in vigore dallo scorso anno (il dlgs n. 119/2011) riguarda i soggetti che hanno diritto al congedo straordinario, previsto per l'assistenza di familiari portatori di handicap in situazione di gravità non ricoverati a tempo pieno presso istituti specializzati. Si tratta di coniuge; genitori, naturali o adottivi; figlio convivente; fratelli e sorelle. L'Inpdap sottolinea che all'elenco corrisponde un preciso ordine di priorità stabilito dalla nuova disciplina; per cui, il congedo non può essere fruito indifferentemente dai predetti familiari, ma solamente rispettandone la priorità. Inoltre, evidenzia che nipoti, cugini, generi ed altri familiari, pur assistendo in convivenza un familiare con handicap grave, non hanno mai diritto al congedo. E che, diversamente dal passato, ora non è più necessario, per il lavoratore richiedente, dimostrare l'impossibilità di prestare assistenza da parte di altri familiari conviventi aventi pari diritto, stante l'esclusiva riconducibilità all'autonomia privata e familiare della scelta su chi, nella famiglia del disabile, debba prestare assistenza.

La convivenza. In ordine all'esatta portata del requisito della «convivenza», l'Inpdap spiega che a seguito di nuove precisazioni ministeriali occorre far riferimento in via esclusiva alla residenza, e non al domicilio, e che non serve la coabitazione. Ciò perché la sentenza n. 19/2009 della Corte costituzionale precisa che occorre in via primaria «assicurare la continuità nelle cure e nell'assistenza del disabile che si realizzano in ambito familiare, al fine di evitare lacune nella tutela della salute psicofisica dello stesso».

L'indennità. L'Inpdap ancora spiega che, in base alle nuove norme in vigore dall'anno scorso (dlgs n. 119/2011), chi fruisce del congedo straordinario ha diritto a un'indennità economica corrispondente all'ultima retribuzione percepita, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento. L'indennità, al lordo della relativa contribuzione, spetta fino all'importo complessivo annuo pari a 44.276,33 euro (valore dell'anno 2011). Tale importo, dunque, rappresenta il tetto massimo complessivo annuo sia dell'indennità che della relativa contribuzione riferita alla quota a carico dell'ente datore di lavoro e a quella a carico del lavoratore. L'indennità, per espressa previsione della nuova disciplina, deve essere corrisposta dall'amministrazione o ente datore di lavoro a cui, peraltro, il lavoratore è tenuto a inoltrare domanda per ottenere il beneficio.

La contribuzione. Ai fini contributivi, spiega infine l'Inpdap, poiché si tratta di un congedo retribuito non è prevista la formula dell'accredito figurativo; per cui è l'amministrazione o l'ente datore di lavoro che deve provvedere a versare la relativa contribuzione da quantificare sulla base dei trattamenti corrisposti. In particolare, la contribuzione va versata: ai fini pensionistici; a favore della gestione unitaria delle attività sociali e creditizie; e a favore dell'assicurazione sociale vita. Invece il trattamento non è assoggettato alla contribuzione tfr/tfs, in quanto come espressamente previsto dalla normativa, il congedo non rileva ai fini del trattamento di fine rapporto.

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