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Cartella impugnata anche se non si è ancora pagato

del 07/01/2012
di: di Debora Alberici
Cartella impugnata anche se non si è ancora pagato
Il professionista può impugnare la cartella di pagamento Irap che ha dichiarato lui stesso se nel frattempo ha maturato la convinzione di non essere tenuto al pagamento del tributo. Non è necessario pagare l'imposta lo stesso e poi promuovere azione di ripetizione dell'indebito (rimborso).

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 26512 del 12 dicembre 2011, ha accolto il terzo motivo di ricorso presentato da un avvocato che aveva dichiarato l'Irap, poi, alla luce della giurisprudenza formatasi sul punto, aveva ritenuto di non doverla pagare. In sostanza il contribuente aveva sostenuto di non essere titolare di un'autonoma organizzazione perché poteva contare solo sul suo lavoro e non su quello di collaboratori o dipendenti. A questo punto l'amministrazione finanziaria gli aveva notificato una cartella di pagamento che lui ha impugnato. La Ctp di Roma ha annullato l'avviso. In secondo grado le sorti della vicenda sono state completamente ribaltate. La Ctr ha infatti dato ragione all'ufficio delle entrate sostenendo che il professionista, data l'imposta dichiarata spontaneamente, avrebbe prima dovuto pagarla e poi proporre azione di indebito. Contro questa decisione l'avvocato ha presentato ricorso in Cassazione e ha vinto.

Ad avviso degli Ermellini, che hanno ribaltato la decisione della Ctr, al di là del valore confessorio della dichiarazione dei redditi, «l'errore, di fatto o di diritto, commesso dal dichiarante nella dichiarazione dei redditi, è - in linea di principio - emendabile, in quanto la dichiarazione non ha natura di atto negoziale e dispositivo, ma reca una mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell'acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati riferiti. Salvo il limite derivante dall'esaurimento, provocato dal trascorrere del tempo o dal sopravvenire di decadenze, del rapporto tributario cui la dichiarazione inerisce. L'emenda è possibile pure in sede di impugnazione di una cartella di pagamento, non essendo di ostacolo il limite previsto dal comma 3 dell'art. 19 del dlgs n. 546 del 1992 (secondo cui la cartella sarebbe impugnabile solo per vizi «propri»), perché non viene in rilievo un vizio della cartella, ma l'errore del contribuente, e l'esigenza del rispetto del principio della capacità contributiva e della obiettiva legalità dell'azione amministrativa».

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