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Un'alleanza contro la criminalità

del 30/12/2011
di: di Loredana Capuozzo
Un'alleanza contro la criminalità
Stringere le maglie della lotta alle infiltrazioni criminali nel tessuto economico. È questo il senso dell'intesa di metà dicembre siglata dal ministro dell'interno, Annamaria Cancellieri, e dal presidente dell'Unione delle camere di commercio d'Italia, Ferruccio Dardanello, finalizzata a favorire l'acquisizione e lo scambio di dati e informazioni attinenti ai reati arrecati dalla criminalità organizzata agli esercizi commerciali e alle diverse realtà imprenditoriali. Nella convinzione che la costruzione di un mercato veramente libero e trasparente richieda l'impegno concreto e la collaborazione di tutte le istituzioni. Le camere di commercio, ha detto la titolare del Viminale Cancellieri, «sono da sempre un interlocutore privilegiato delle prefetture e il protocollo è il suggello di questa attività importantissima».

Una collaborazione dalla quale il paese, secondo il ministro, «trarrà sicuramente vantaggio. Perché lavorare insieme triplica i risultati che possono essere conseguiti da due forze separate». Per Dardanello l'intesa costituisce un «trampolino di lancio verso la costruzione di un sistema di informazione sulla legalità a livello territoriale, con la possibilità di migliorare la conoscenza e la lettura delle dinamiche dei fenomeni criminali, dando piena operatività ad un sistema di “georeferenziazione” dei reati».

Questa alleanza costituisce infatti una tappa importante di un percorso avviato dal Sistema camerale già a partire dal 2010, quando le camere di commercio di Reggio Emilia, Modena, Crotone e Caltanissetta, con il sostegno incondizionato di Unioncamere, si sono alleate per contrastare la presenza delle mafie sui territori. Un'iniziativa cui ha fatto seguito nella primavera scorsa l'istituzione del Comitato nazionale per la legalità composto dai presidenti delle camere di commercio e da rappresentanti dei ministeri dell'interno, della giustizia, dello sviluppo economico nonché da esponenti dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati e dell'Abi. E non solo. Unioncamere, con le camere di commercio, ha messo a punto una collaborazione con Libera (l'associazione riconosciuta dal ministero del lavoro a cui aderiscono oltre 1.500 associazioni nazionali e locali, cooperative sociali e circa 4 mila scuole attive nei percorsi di educazione alla legalità democratica) per il recupero e il riutilizzo dei beni confiscati. Un'attività di intensa cooperazione che ha permesso solo lo scorso anno a Carabinieri, Guardia di finanza, Pubblica sicurezza, Prefetture, Dia, ministero della giustizia di effettuare, grazie agli archivi gestiti dalle camere di commercio, attraverso InfoCamere, quasi 4 milioni di interrogazioni alle banche dati camerali, da oltre 36 mila punti di accesso, per acquisire visure, bilanci e analisi della struttura societaria delle imprese coinvolte in attività di investigazione.

Il Registro delle imprese con la sua ricchezza di dati costituisce infatti un preziosissimo strumento per contrastare la criminalità, potendo ottenere informazioni su 10 milioni di persone presenti (imprenditori, soci, amministratori, sindaci e dirigenti); oltre 6 milioni di imprese registrate; 1 milione di bilanci depositati ogni anno; 1 milione di unità locali; 7 milioni di protesti; oltre 1 milione di marchi; oltre mezzo milione di brevetti. Un contributo straordinario, impossibile da realizzare senza il supporto del Sistema camerale. L'accordo appena siglato con il Viminale fa fare un ulteriore passo avanti alle azioni messe in atto per la tutela della legalità. Una condizione indispensabile per dare speranza per il futuro ai giovani e una possibilità concreta di rilancio della società e dell'economia italiana. L'intesa di durata triennale prevede infatti la costituzione di un gruppo tecnico che farà l'analisi dei dati sui fenomeni criminosi che colpiscono il sistema economico; l'individuazione delle modalità più opportune per lo scambio di statistiche e informazioni sui fenomeni monitorati; la verifica dei risultati conseguiti dopo l'applicazione di tecnologie di sicurezza a scopi preventivi e investigativi; l'elaborazione di documenti di analisi capaci di identificare fenomeni e contesti territoriali a rischio.

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