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Sì alla Carta professionale

del 29/12/2011
di: La Redazione
Sì alla Carta professionale
Una tessera professionale europea per accelerare «le procedure di riconoscimento per i professionisti che desiderano cambiare Paese». Michel Barnier, commissario Ue al mercato interno, ha presentato in Commissione la sua proposta legislativa di revisione della Direttiva qualifiche (2005/36/Ce), che mira a favorire la libertà di movimento dei professionisti nel mercato unico europeo e a sfruttare il potenziale di crescita derivante dalla mobilità dei lavoratori/professionisti. Con la proposta della Commissione del Mercato interno, lanciata lo scorso 19 dicembre, la revisione della direttiva qualifiche arriva al rush finale, dopo un lungo processo di revisione, avviato nel gennaio scorso tra consultazioni e la pubblicazione di un libro verde per la modernizzazione delle procedure di riconoscimento e per l'agevolazione della mobilità nel mercato unico. Confprofessioni ha partecipato al processo di revisione, sia in maniera individuale che di concerto con il Ceplis (il Consiglio europeo delle professioni liberali), dove ha svolto un ruolo da protagonista all'interno del Task Group istituito appositamente per seguire da vicino la fase delle consultazioni.

Obiettivo principale della proposta, che dovrebbe essere votata dal Parlamento e Consiglio entro la fine del 2012 e quindi entrare in vigore nel 2014, è la semplificazione delle regole per la mobilità dei professionisti introducendo appunto una carta professionale europea sotto forma di certificato elettronico. «Siamo favorevoli alla carta professionale quale strumento per la mobilità dei professionisti, di natura volontaria nel quale siano indicati l'organo professionale di appartenenza e gli skills professionali ed etici condivisi», ha commentato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «La carta professionale europea dovrebbe essere collegata, o addirittura inserita, al sistema informativo Imi (il sistema telematico informativo del mercato interno) che va implementato per facilitare la cooperazione tra lo Stato di emissione e lo Stato ricevente. Lo Stato di appartenenza del professionista è il più accreditato per l'emissione», ha aggiunto Stella, «in quanto in possesso di tutte le informazioni e i documenti giustificativi delle notizie rilevanti per il controllo delle competenze professionali. Problemi possono nascere per quelle professioni che non siano regolamentate in ordini o collegi, e in alcuni stati membri per le quali si rende necessario individuare il ministero competente».

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