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Il 2012 sarà l'anno delle riforme

del 27/12/2011
di: La Redazione
Il 2012 sarà l'anno delle riforme
Arrivati alla fine di un anno estremamente impegnativo per il mondo ordinistico, la presidente del Cup e dei consulenti del lavoro Marina Calderone fa il punto della situazione rivolgendo uno sguardo al futuro.

Domanda. Presidente Calderone, si sta per chiudere l'anno 2011. Un anno intenso per le libere professioni in generale, e per i consulenti del lavoro in particolare...

Risposta. È stato sicuramente un anno impegnativo, che ha visto tutte le professioni italiane intervenire più volte, anche per cercare di ribadire quelle che sono non solo le prerogative, ma anche le funzioni, le finalità degli ordini professionali e l'importanza del lavoro che quotidianamente svolgono i nostri iscritti. Ma è stato anche un anno che ai consulenti del lavoro ha portato una valutazione di quel percorso che la categoria sta facendo, e che per noi dirigenti ha rappresentato anche un momento di conferma e di assunzione di un nuovo impegno: perché il Consiglio nazionale si è rinnovato, ha di fronte un nuovo mandato, un nuovo impegno nei confronti della categoria, in un momento storico e particolare in cui questo nostro impegno deve essere un impegno rivolto anche ad avere a cuore quelli che sono i problemi, le aspettative e i sogni dei nostri giovani colleghi. Credo che il 2011 ci abbia insegnato, al di là di tutto, che come professionisti dobbiamo ancora una volta metterci al servizio della gente, al servizio della collettività, per far comprendere anche che, in questo momento di grandi sacrifici, è importante non sprecare risorse ed essere vicini a una politica dello stato fatta di riforme. Ma per noi professionisti vuol dire anche far comprendere ai nostri interlocutori, ai nostri clienti, a chi entra in relazione con noi, che è determinante l'impegno sociale delle professioni a favore del rispetto delle regole. Il nostro mondo, quello delle professioni, è un mondo di regole: c'è qualcuno che queste regole le vorrebbe smontare, ma credo che una società senza regole sia anche una società che tutela meno chi ha maggior bisogno, invece, di vedere garantiti i propri diritti. E io credo che in questo ci sia un universo di persone che i consulenti del lavoro conoscono molto bene: i lavoratori, i giovani, quelli che oggi invece sono fuori dal mondo del lavoro, ma che premono per trovare la loro collocazione lavorativa, che vuol dire anche una speranza di vita e di progresso.

D. Gli interventi sulle professioni sono di strettissima attualità giornaliera, e lo saranno nel 2012. Come cambieranno gli assetti e qual è l'impegno per il Cup e per l'ordine dei consulenti del lavoro?

R. Il 2011 è stato l'anno di quattro manovre, in cui per quattro volte si è intervenuti su quello che è poi il tema principale che riguarda gli ordini professionali, cioè la riforma. Ad agosto 2011 il decreto legge 138 ha individuato dei principi su cui basare l'azione riformatrice, che poi erano in sintonia con quello che gli ordini professionali avevano già identificato nel 2010, come percorso di riforma, e su quei punti noi dovremo lavorare: l'abbiamo fatto a fine 2011 presentando le nostre riflessioni al ministero di giustizia. Il 2012 si apre con l'impegno di rafforzare la nostra volontà di riforma del nostro comparto; ovviamente una riforma che deve partire dal presupposto che i consulenti del lavoro e i componenti degli altri 26 ordini professionali italiani, insieme, sono una forza importante per il paese, perché rappresentano anche gli strumenti attraverso il quale lo stato riesce a definire e raggiungere i propri scopi. Noi crediamo nei valori che tuteliamo, crediamo nei valori umani: quindi abbiamo necessità che il nostro comparto, che è quello dei servizi professionali, e che dà lavoro a 2.100.000 professionisti, ma ha un indotto di 4 milioni di soggetti, debba essere evidenziato. Siamo contro, ovviamente, chi ritiene invece che il mondo delle professioni non sia un valore per la società italiana: il valore che noi rappresentiamo è quotidianamente identificato in una miriade di servizi che facciamo per i cittadini, ma soprattutto per lo stato, che attraverso di noi fa funzionare la pubblica amministrazione.

D. Qual è il messaggio per il 2012 della presidente dei consulenti del lavoro ai 28 mila iscritti?

R. Il nostro impegno sarà ancora una volta quello di rappresentare e tutelare le specificità della nostra professione, perché in questo momento sono ancora più importanti, per tutte quelle dinamiche di cambiamento che si stanno innescando all'interno del mondo del lavoro. Mondo del lavoro che è stato interessato da importanti modifiche, anche sul fronte pensionistico, ma poi anche per quanto riguarda tutta la normativa lavoristica. Credo che i consulenti del lavoro ancora una volta potranno fare una grossa opera di sensibilizzazione sociale, attraverso quella che poi è la loro attività a sostegno delle imprese e dei lavoratori. Diciamo spesso che il nostro è un ruolo di triangolazione tra stato, imprese e lavoratori, che si concretizza poi in un'azione intensa a favore poi della tutela dei diritti delle persone. Credo che il 2012 per noi sarà anche l'anno dell'attuazione della riforma delle professioni, perché anche la nostra categoria sarà interessata da quelli che sono tutti gli interventi previsti dalla Manovra di agosto: ma posso dire ai colleghi che da questo punto di vista mi sento serena, nel confermare che il nostro percorso di riforma non inizia adesso, ma è già iniziato, e che molte delle modifiche che sono state introdotte dalla legge 148 sono per i consulenti del lavoro solo ed esclusivamente la conferma di un percorso già iniziato.

D. Quale augurio per la categoria…

R. Il mio augurio è quello di riuscire sempre a trovare il modo per rappresentare nel nostro lavoro i valori in cui crediamo. Io sono convinta che la nostra sia una professione forte, non solo nei numeri: forte nella sua identità culturale, ma soprattutto nel comune sentire. Siamo una professione unita che ha come obiettivo quello di migliorare la qualità delle proprie prestazioni, dei propri servizi: avendo sempre a cuore il fatto che quel servizio è reso a delle persone.

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