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Incompatibilità parentale, trasferimento salvagiudice

del 27/12/2011
di: Valerio Stroppa
Incompatibilità parentale, trasferimento salvagiudice
La domanda di trasferimento salva il giudice tributario dall'incompatibilità «parentale». La richiesta va presentata entro la fine dell'anno. Le procedure di cambiamento di sede saranno effettuate previa comunicazione da parte del Cpgt dell'elenco dei posti vacanti nelle singole Ctp e Ctr. A stabilirlo è il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria con la delibera n. 2225 dello scorso 13 dicembre. La novità riguarda i magistrati fiscali (togati e laici) divenuti incompatibili alla luce delle previsioni della legge n. 111/2011 a causa di un c.d. «fatto altrui»: per esempio perché il coniuge, convivente, parente o affine è iscritto a un albo ed esercita attività in materia fiscale o contabile nella provincia/regione dove ha sede la commissione tributaria o in quelle confinanti (articolo 8, comma 1-bis del dlgs n. 545/1992). In questo caso, per non far scattare il divieto che porterebbe alla decadenza a partire dal 1° gennaio 2012, «è consentito al giudice di manifestare la volontà di rimuovere la causa di incompatibilità regolarizzando la propria posizione mediante segnalazione di disponibilità al trasferimento in altra commissione collocata in posizione territoriale utile allo scopo». La comunicazione andrà effettuata entro il 31 dicembre tramite autodichiarazione da trasmettere al Cpgt e alla Direzione giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze. L'ufficio di nuova destinazione, riporta la delibera firmata dal presidente del Cpgt, Daniela Gobbi, sarà determinato a seguito della formazione della graduatoria tra gli aspiranti al trasferimento. Tenendo conto, nel caso di più richiedenti per il medesimo posto, delle preferenze espresse dal giudice e dell'anzianità di servizio (e, in caso di ulteriore parità, dell'età anagrafica). Si ricorda che la legge di stabilità (legge n. 183/2011) ha rimosso il vincolo di territorialità: il giudice tributario, pertanto, non è più soggetto all'obbligo di residenza nella regione in cui ha sede la commissione in cui presta servizio. Per esempio: un membro della Ctp Milano padre di un dottore commercialista iscritto presso l'ordine meneghino, potrà chiedere di essere trasferito in una commissione della Toscana o della Val d'Aosta per non incappare nella decadenza. Naturalmente, alla luce dell'articolo 4, comma 4 della predetta legge di stabilità, i trasferimenti saranno deliberati dal Cpgt all'esito delle procedure di interpello bandite per la copertura dei posti che si renderanno vacanti a livello nazionale nelle singole commissioni. Diversa la situazione dei giudici che invece versano nell'incompatibilità soggettiva (perché magari esercitano in prima persona attività non consentite dal dlgs n. 545/1992): per loro non ci sarà alternativa al rimuovere la causa ostativa e a darne comunicazione al Consiglio di presidenza e al ministero dell'economia entro la fine dell'anno.

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