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L'inefficienza è nella p.a.

del 23/12/2011
di: A cura di Ufficio di Segreteria Ancl-S.U.
L'inefficienza è nella p.a.
Da molto tempo, forse da troppo tempo, sentiamo parlare di interventi finalizzati alla ripresa economica, di misure volte a ridurre il costo del lavoro e di perseguimento dell'efficienza. Ebbene, magari si potrebbe partire dai costi impropri che datori di lavoro, imprese e lavoratori autonomi si sobbarcano quotidianamente a fronte delle inefficienze della pubblica amministrazione scaricate su di loro. Qualcuno si è mai chiesto quali adempimenti vengano addossati a un datore di lavoro il cui unico dipendente, abbia per esempio aderito a un'organizzazione sindacale, debba essere iscritto all'ente bilaterale e al fondo sanitario, abbia scelto di destinare il proprio tfr a un fondo complementare, abbia acquistato l'automobile con cessione del quinto, è separato e l'ex coniuge abbia richiesto gli assegni per il nucleo familiare, oltre a pignorare parte del suo stipendio. Quali gravi malefatte può aver mai combinato quel datore di lavoro per doversi sobbarcare ogni mese sotto la sua piena responsabilità l'onere di un sacco di bonifici aggiuntivi (all'organizzazione sindacale, all'ente bilaterale, al fondo di assistenza, al fondo di previdenza complementare, al concessionario auto, all'ex coniuge). Ma non finisce qui! Sarebbe troppo comodo! Già, perché dopo aver eseguito i vari pagamenti sarà necessario impiegare le giornate seguenti comunicando ai vari beneficiari tutta una serie di dati utili solo a loro. E non si dimentichi il datore di lavoro, altrimenti rischia grosso, di versare la ritenuta d'acconto sulla parte di stipendio pignorata in favore dell'ex coniuge e di emettere la relativa certificazione mensile!

Qualcuno si è mai chiesto se l'eliminazione di alcuni di questi adempimenti non contribuirebbe allo sviluppo, quantomeno riducendo i costi del lavoro?

E che dire poi della famigerata «impresa in un giorno»?

Encomiabile l'intenzione di consentire l'apertura di un'attività imprenditoriale in tempi brevissimi, addirittura un giorno, ma i risultati ottenuti sono ben diversi.

Fino a poco tempo fa un cittadino che voleva iniziare per esempio un'attività di impresa di pulizie, poteva farlo autonomamente compilando un modulo alla Cciaa e uno all'Agenzia dell'entrate. Oggi deve possedere necessariamente un computer collegato a internet, deve scaricare almeno due software, acquistare una chiave per la firma digitale ed essere dotato di carta di credito con cui caricare il conto Telemaco, senza peraltro poter sapere preventivamente a quanto ammonteranno i vari diritti, imparare a usare i programmi, avere la Pec e forse in una settimana riesce ad avere conferma del buon esito della pratica. Questa è la semplificazione, questa è l'impresa in un giorno! Altrimenti deve pagare qualcuno che faccia tutto questo.

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