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Il notaio non può redigere troppi atti

del 23/12/2011
di: di Debora Alberici
Il notaio non può redigere troppi atti
Stop alla «frettolosità» dei notai. Rischia la sanzione disciplinare il professionista che redige troppi atti se non riesce a dimostrare di aver avuto il tempo di leggerli tutti. È irrilevante l'ottimo supporto organizzativo del team di studio. Insomma, con la sentenza n. 28023 del 21 dicembre 2011, la Corte di cassazione, riformando la decisione della Corte d'Appello di Ancona, ha accolto il ricorso del Consiglio notarile locale. In particolare ad avviso dei giudici di merito, per applicare la sanzione era necessario provare la frettolosità della redazione. Una tesi, questa, non sposata dai giudici del Palazzaccio che hanno posto l'onere della prova sul professionista chiamandolo a dimostrare che i 120 atti fatti in un mese e, per di più, in luoghi diversi, erano stati tutti letti. Al di là dell'efficiente organizzazione del tema di studio. «La frettolosità», si legge in sentenza, «è incompatibile con l'attività notarile ed essa è ben deducibile presuntivamente allorquando il tempo dedicato alla formazione dell'atto non sia sufficiente neppure alla lettura integrale dell'atto stesso. In questo caso è onere del notaio provare la corretta esecuzione delle varie operazioni». La corte di merito non si è attenuta a tali principi, dato che se è vero che le norme vigenti non prescrivono una contestualità o sequenzialità diretta tra le fasi di indagine della volontà delle parti, di redazione dell'atto, e di lettura dello stesso, cosicché tali fasi possono dispiegarsi anche in modo intermittente, con intervalli tra una fase e un'altra, anche per la riflessione delle parti, tuttavia la sequenza dei tempi dev'essere tale da consentire la personale e completa esecuzione di tutte le operazioni da parte del notaio. Né il supporto organizzativo di studio del notaio, per quanto efficiente, può valere ad esentare il professionista dai suoi doveri di diligenza e accuratezza della prestazione, ad altri non delegabili.

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