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All'accertamento non c'è scampo

del 20/12/2011
di: di Andrea Bongi
All'accertamento non c'è scampo
Grazie alle informazioni ed i movimenti dei conti correnti, allo spesometro e alla comunicazione dei beni utilizzati in godimento, si stringe il cappio dell'accertamento sintetico. L'accoppiata spesometro-movimenti bancari fornirà infatti al fisco indicazioni utilissime in chiave di accertamento sintetico puro ex articolo 38, quarto comma del dpr 600/73, mentre dalle comunicazioni sui beni d'impresa concessi in godimento a soci e familiari gli uffici potranno ottenere indicazioni decisive per l'utilizzo del nuovo redditometro ex articolo 38, quinto comma del dpr 600/73.

Il flusso di dati in entrata nell'anagrafe tributaria che scaturisce dalle disposizioni delle ultime manovre correttive, decreto Monti compreso, stringono dunque d'assedio il contribuente del quale sarà possibile ricostruire, in ogni preciso istante, sia la capacità reddituale, vera o presunta, sia la consistenza patrimoniale.

I maggiormente colpiti dal pacchetto di flussi telematici sopra ricordati sembrano essere proprio le persone fisiche ed i loro nuclei familiari.

Sintetico «puro». L'effetto combinato dei movimenti conti bancari e dello spesometro rischia di mettere le ali agli accertamenti sintetici del reddito complessivo dichiarato dalle persone fisiche per le annualità dal 2011 in avanti.

Tutto ciò che non arriverà al fisco dalle nuove comunicazioni telematiche dei dati Iva, perché di importo inferiore alle soglie minime previste per tale incombenza (3.000 o 3.600 euro), potrebbe essere infatti disvelato proprio dalle nuove comunicazioni all'anagrafe tributaria delle movimentazioni sui conti correnti introdotto dall'articolo 11, comma 2, del decreto n.201 del 2011 (cd decreto Monti).

Attraverso i dati e i movimenti dei conti correnti il fisco potrebbe infatti intercettare proprio quelle spese inferiori agli importi censiti dallo spesometro che andandosi a sommare a tutte le altre già in possesso del fisco fornirebbero un quadro, pressoché reale, delle «spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d'imposta» che costituisce la base del nuovo accertamento sintetico puro disciplinato dal quarto comma del citato articolo 38 del dpr 600/73.

Accertamento contro il quale, stando alla lettera della disposizione testé citata il contribuente potrebbe opporre unicamente la prova contraria «che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d'imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile».

Niente potrebbe, invece, opporre contro il sostenimento della spesa essendo la stessa acclarata dalle movimentazioni dei conti o dall'incrocio dei dati dello spesometro (fatta salva, ovviamente, la possibilità di inesattezze nei dati comunicati all'Agenzia delle entrate).

Il nuovo redditometro. Alle nuove comunicazioni telematiche relative ai beni d'impresa concessi in godimento a soci o familiari dell'imprenditore è invece riservato un ruolo di primo piano nell'ottica dei nuovi accertamenti da redditometro ex comma quinto dell'articolo 38 del dpr 600/73.

Scopo di questo nuovo adempimento telematico, come si legge nel provvedimento direttoriale del 16 novembre scorso, è infatti quello di «riportare l'intestazione dei beni all'effettivo utilizzatore scoraggiando l'occultamento anche attraverso lo schermo societario».

Una volta che la comunicazione avrà dunque raggiunto il suo scopo il fisco potrà imputare quel determinato bene (autovettura, altro veicolo, imbarcazione ecc.) al suo effettivo utilizzatore implementando all'uopo il nuovo software redditest al fine di determinare induttivamente il reddito sintetico del reale utilizzatore.

Anche in questo caso se l'implementazione del redditometro deriva dalla comunicazione telematica effettuata dalla società o dall'impresa concedente per il contribuente risulterà difficile smontare la presunzione del fisco. O la comunicazione relativa all'utilizzo in godimento del bene contiene errori oppure, anche su tale fronte il contribuente non potrà che rimanere remissivo accettando i responsi reddituali che da ciò ne conseguono.

Adesso dunque è tutto chiaro. Il fisco avrà una serie così nutrita di informazioni ed elementi che potrà davvero scegliere con giusta cognizione di causa fra le due alternative di accertamento sintetico che il legislatore del dl 78/2010 gli ha fornito: sintetico puro sulla base delle spese effettivamente sostenute o nuovo redditometro basato sul contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva. Qualunque dei due decida di scegliere per il contribuente sarà davvero arduo uscirne indenne.

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