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Il 36% diventerà permanente

del 16/12/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Il 36% diventerà permanente
Dopo l'ingresso nel testo unico delle imposte dirette, la detrazione del 36% diventa permanente ma, a decorrere dal 2013, la fruizione del bonus sarà condizionata al reddito percepito dal contribuente.

E quella del 55% per le spese destinate al risparmio energetico sopravvivrà nel 2012, ma dall'anno successivo sarà assorbita da quella sulle ristrutturazioni.

Questo ciò che emerge dalla combinata lettura degli articoli 4 e 5, d.l. n. 201/2011 (manovra Monti) in tema di detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie e sul risparmio energetico, in aggiunta alle recenti novità in tema di semplificazione degli adempimenti.

La manovra introduce, all'interno del testo unico delle imposte dirette, l'articolo 16-bis che dispone che le spese detraibili sono quelle «…sostenute dai contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono eseguiti gli interventi...»; sul punto, si segnala che il testo evidenzia alcune lacune, con particolare riferimento alla situazione di quei contribuenti che convivono nel nucleo familiare, non risultano intestatari dell'unità abitativa e, di conseguenza, non sono in possesso di un contratto di godimento (locazione, comodato), ma sostengono le spese di ristrutturazione.

Le disposizioni non fanno più riferimento alle ricevute di versamento dell'imposta comunale sugli immobili (Ici), escludendo la necessità di dimostrare il relativo versamento, in aggiunta alle semplificazioni già introdotte dalle manovre precedenti, come quella dell'abrogazione dell'obbligo di comunicazione dell'inizio lavori al centro operativo di Pescara (lettera q, comma 2, art. 7, dl n. 70/2011) e dell'indicazione della manodopera in fattura (lettera r, comma 2, art. 7, dl n. 70/2011).

Resta in piedi l'obbligo di applicare la ritenuta sui bonifici che il comma 8, dell'art. 26, dl n. 98/2011 ha ridotto sensibilmente dal 10% al 4%, al fine di limitare il drenaggio di liquidità in capo ai prestatori d'opera.

La manovra Monti, inoltre, porta in seno ulteriori novità, sia con riferimento alle spese che potranno fruire del bonus, che sono state indicate in maniera esplicita nel corpo delle disposizioni (lettere da «a» a «l», dell'art. 16-bis, dpr n. 917/1986), tra le quali spiccano quelle relative all'antisismica, alla bonifica dell'amianto, alla cablatura degli edifici e alle spese di ripristino degli edifici colpiti da eventi calamitosi, con la new entry di quelle destinate agli interventi per la sostituzione degli scaldacqua per la produzione di acqua calda sanitaria e con l'inserimento delle spese destinate agli interventi sul risparmio energetico. Con tale ultima indicazione ci si è voluto riferire, chiaramente, a quelle spese che attualmente beneficiano della detrazione più alta (55%) e che lo stesso legislatore ha prorogato in tal misura fino al 31/12/2012, ma che entrano a regime dall'anno successivo (2013) nella misura ridotta del 36%.

Con riferimento alla tipologia, si fa espresso riferimento alle manutenzioni di cui alle lettere da a) a d), dell'art. 3, dl n. 380/2001 anche se eseguite su parti a comune purché, in tale ultimo caso, riferibili a quelle espressamente indicate dall'articolo 1117 c.c. (fondazioni, muri maestri, tetti, lastrici sociali, portoni d'ingresso, vestiboli, anditi e quant'altro).

Per quanto concerne l'entità, resta confermato il tetto a 48 mila euro, con applicazione del 36%, per ogni unità immobiliare di qualsiasi genere, purché a destinazione abitativa, e ripartizione decennale, in rate costanti; scompare la possibilità, per i contribuenti meno giovani (età superiore a 75 o 80 anni), di spalmare in meno anni (5 o 3) la detrazione.

Per quanto concerne le altre novità si evidenzia la previsione di una detrazione ridotta del 50% in presenza di immobili residenziali utilizzati promiscuamente all'esercizio di arti e professioni e la previsione della facoltà di trasferire, in tutto o in parte, la detrazione non utilizzata in capo al cessionario dell'unità abitativa, se soggetto Irpef e obbligatoriamente, per l'intero, in capo all'erede che conserva la detenzione materiale e diretta della medesima unità.

Infine, il legislatore mette a regime l'applicazione del 36% sul valore degli interventi eseguiti (tetto 48 mila euro), nella misura pari al 25% del prezzo dell'unità immobiliare ceduta entro sei mesi dalla data di chiusura dei lavori, se l'intervento di risanamento è stato eseguito da imprese di costruzione o ristrutturazione.

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