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Due aiuti ai debitori in difficoltà

del 16/12/2011
di: di Valerio Stroppa
Due aiuti ai debitori in difficoltà
Due ciambelle di salvataggio ai debitori in difficoltà: più tempo per pagare e commissioni più basse. Chi deve delle somme al fisco, agli istituti previdenziali o agli enti locali e sta beneficiando di una dilazione concessa da Equitalia, senza tuttavia riuscire ad adempiere regolarmente, avrà la possibilità di rateizzare ulteriormente gli importi iscritti a ruolo. Alle 72 rate standard già previste dall'articolo 19 del dpr n. 602/1973, in caso di ulteriore peggioramento della situazione economica del contribuente potrà aggiungersi una dilazione supplementare fino a 72 mesi, purché nel frattempo non sia intervenuta decadenza. Nel complesso, quindi, la restituzione del debito potrà avvenire in un intervallo massimo di 12 anni e il contribuente potrà anche chiedere, in luogo di un piano di rimborso a quote costanti, che siano previste rate variabili di importo crescente per ciascun anno. È quanto prevede l'articolo 10, commi 13-bis e 13-ter del dl n. 201/2011, come modificato durante l'esame in commissione alla camera. La novità inserisce così tale possibilità in pianta stabile nell'ordinamento, dopo che l'ultimo decreto «milleproroghe» aveva previsto un'analoga facoltà, ma con una finestra temporale limitata. Per evitare disparità di trattamento, la manovra Monti prevede quindi che le dilazioni concesse fino al 6 dicembre 2011 (data di entrata in vigore del decreto-legge) rispetto alle quali si è verificato il mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, e che a tale data non risultano prorogate ai sensi del dl n. 225/2010, potranno essere prolungate. In tema di riscossione, però, gli emendamenti approvati non si limitano a estendere i termini per le rateazioni. Sarà infatti riorganizzato pure il sistema di remunerazione degli agenti della riscossione (commi da 13-quater a 13-septies). Per l'attività svolta, oggi le società del gruppo Equitalia incassano un compenso pari al 9% delle somme richieste, in tutto o in parte a carico del debitore a seconda della tempestività nel pagamento. Inoltre, spetta il rimborso delle spese sostenute per le procedure esecutive poste in essere. Alla luce delle previsioni inserite in sede di conversione, invece, l'aggio del 9% scomparirà. Al suo posto vi sarà l'attribuzione agli agenti della riscossione di un rimborso dei costi fissi risultanti dal bilancio certificato. A stabilire il quantum sarà di anno in anno il ministero dell'economia, in misura percentuale rispetto ai ruoli riscossi e ai relativi interessi di mora, senza dimenticare gli indici di efficienza dell'andamento gestionale delle società. In ogni caso, al contribuente dovranno essere assicurati oneri inferiori rispetto a quelli esistenti finora. Resterà invariato il sistema misto per individuare la quota della «commissione» posta a carico del debitore: 51% nel caso di pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella (il restante 49% a carico dell'ente creditore), 100% laddove il versamento avvenga dal 61° giorno in poi. Novità, poi, in tema di rimborsi spese. Che non saranno più legati in via generica alle procedure esecutive, ma riguarderanno gli specifici oneri connessi allo svolgimento delle singole procedure. Anche qui a stabilire criteri e importi sarà via XX Settembre. Il dm dovrà determinare le tipologie di spese rimborsabili, la misura e le modalità di erogazione del rimborso. Previsto inoltre che il rimborso non compete sulle somme riconosciute indebite. Naturalmente fin quando non vedranno la luce i citati decreti attuativi del mineconomia la remunerazione spettante alle società guidate dalla holding di via Millevoi continuerà a seguire le regole vigenti finora. Tuttavia, il decreto Monti fissa dei paletti temporali: sia il dm che quantifica annualmente il rimborso spettante agli agenti della riscossione (il vecchio aggio) sia il dm in materia di rimborso spese dovranno essere emanati entro il 31 dicembre 2013. Infine, l'emendato articolo 10 della manovra dispone un'ulteriore possibile semplificazione in favore del soggetto debitore. In particolare, modificando l'articolo 52 del dpr n. 602/1973, il comma 13-terdecies interviene sulla disciplina che regola la vendita dei beni pignorati a seguito di esecuzione forzata per debiti tributari. Invece che l'agente della riscossione, potrà essere il contribuente stesso (raggiunto dall'esecuzione forzata) a mettere direttamente in vendita i beni colpiti da pignoramento o ipoteca, versando all'erario l'intero ricavato. Qualora il prezzo di cessione sia maggiore dell'importo iscritto a ruolo, l'eccedenza sarà rimborsata al debitore entro dieci giorni lavorativi dall'incasso.

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