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Casse, tre mesi in più per dimostrare la sostenibilità a 50 anni

del 14/12/2011
di: Simona D'Alessio
Casse, tre mesi in più per dimostrare la sostenibilità a 50 anni
Tre mesi di tempo in più alle casse previdenziali privatizzate per dimostrare di avere i conti in ordine, garantendo la sostenibilità a 50 anni. E nessuna possibilità di conteggiare, in sede di bilancio, i patrimoni mobiliari e immobiliari degli enti. È una vittoria di Pirro la proroga dal 31 marzo al 30 giugno 2012 del termine per il restyling degli istituti pensionistici dei professionisti, ottenuta ieri, durante l'esame della manovra Monti, nelle commissioni bilancio e finanze della camera. Un emendamento bipartisan (a firma di Giuseppe Marinello del Pdl e Nino Lo Presti di Fli) ha ricevuto, infatti, il parere favorevole del governo esclusivamente sullo slittamento di 90 giorni della soglia perché le casse, effettuati le verifiche attuariali, possano assicurare ai ministeri vigilanti di poter pagare le prestazioni per cinque decenni; niente da fare sulla richiesta di far rimanere la sostenibilità a 30 anni, così come sulla proposta di avvalersi della dote patrimoniale nella stesura dei bilanci tecnici. E, pertanto, se non si ottempererà alle disposizioni, scatterà il sistema contributivo per tutti e sarà imposto un versamento di solidarietà dell'1% per gli anni 2012-2013 ai pensionati. «Non ci arrendiamo, si continua a trattare affinché vengano recepiti tutti i capitoli della proposta di modifica, senza i quali la concessione di altri tre mesi per rivedere l'assetto serve a poco», dichiara a ItaliaOggi Marinello. Stessa volontà combattiva espressa da Lo Presti, che ribadisce come «qualora la norma dovesse rimanere così, la battaglia si sposterà nella bicamerale di controllo sugli enti di previdenza». Monta, intanto, l'amarezza dell'Adepp, l'Associazione degli istituti a cui sono iscritti due milioni di rappresentanti di categorie professionali: «È totalmente insufficiente lo spostamento del termine per adeguarci alle nuove regole», sostiene il presidente Andrea Camporese. «Le nostre ragioni sono rimaste inascoltate», aggiunge, preannunciando che «le novità della manovra saranno al centro dell'assemblea dell'Adepp, domani a Roma».

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