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Per le non regolamentate riforma più vicina

del 03/12/2011
di: La Redazione
Per le non regolamentate riforma più vicina
Si sblocca la riforma delle professioni non regolamentate. La X commissione attività produttive della camera dei deputati, dopo aver adottato quale base per il prosieguo dei lavori il testo unificato C.1934, Froner, C.2077 Formisano, C.3131 Buttiglione, C.3488 Della Vedova e C.3917 Quartiani, il 30 novembre scorso, ha approvato una serie di importanti emendamenti.

«In questo particolare momento storico-politico, un plauso va dunque all'attività parlamentare che con l'approvazione di tali emendamenti ha dimostrato un perfetto equilibrio tra il lavoro svolto dal relatore e l'attività del governo», ha commentato il presidente nazionale tributaristi Lapet Roberto Falcone, nonché segretario generale di Assoprofessioni. «I parlamentari hanno recepito le nostre proposte dimostrando attenzione e ampia volontà ad accelerare l'iter del riconoscimento delle nuove professioni che di fatto possono consentire il rilancio economico del paese. Oggi abbiamo un testo che parla di “professione” anche in riferimento alle professioni non organizzate in ordini o collegi così come indicato al comma 2 dell'art. 1. Al nuovo comma 1 dell'art. 2 poi si riconosce la libertà di costituirsi in associazioni. Tra gli emendamenti emerge dunque una rivalutazione della posizione delle associazioni a cui viene attribuito un ruolo molto importante soprattutto per quel che attiene l'attività della promozione attraverso specifiche iniziative quali la formazione permanente e, a garanzia degli utenti, anche l'adozione di un codice di condotta».

Il testo innovativo e in linea con le nuove esigenze del mondo professionale non regolamentato e del mercato italiano ed europeo pone anche la necessità di standard qualitativi a garanzia dell'utenza. «Tali standard così come abbiamo più volte ribadito possono derivare dall'applicazione della normazione Uni e la certificazione di parte terza delle professioni. Infatti la normazione rappresenta anche e soprattutto una forma di tutela per i consumatori e di garanzia della trasparenza del mercato dei servizi professionali oltre che per gli stessi professionisti. Tutela e garanzia dunque sono certificate dall'attestato professionale di conformità alle norme Uni, che ha una scadenza triennale e necessita di verifiche e aggiornamenti nel tempo dei requisiti e delle competenze del professionista. La certificazione consente inoltre di allargare i confini di riconoscimento di tutte le professioni anche in campo comunitario. Un metodo questo assolutamente moderno, un salto di qualità notevolissimo», ha aggiunto Falcone.

Il riconoscimento delle nuove professioni, divenute ormai vitali per l'economia, corre spedita sul binario delle liberalizzazioni. «Si è compresa finalmente l'importanza che rimuovere ostacoli inutili non vuol dire liberalizzazione selvaggia. E proprio per imprimere un'accelerata al processo di liberalizzazioni in atto che la commissione ha approvato tutti gli emendamenti al testo unificato riguardante il riconoscimento delle nuove professioni», ha concluso il presidente.

Ora bisognerà solo aspettare che il testo, così come modificato dagli emendamenti approvati, sia inviato alle altre commissioni per i pareri di competenza, per poi giungere definitivamente all'Aula parlamentare.

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