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Tassa tlc, rimborsi alle società

del 03/12/2011
di: Pagina a cura di Stefano Loconte e Patrizio Stea
Tassa tlc, rimborsi alle società
Tassa sui telefonini, rimborsi in vista anche per i soggetti che svolgono attività d'impresa. La Commissione Tributaria Provinciale di Bari, con la sentenza n. 147/22/11 depositata il 2 novembre scorso, conferma l'indirizzo interpretativo in base al quale deve ritenersi definitivamente abrogata la tassa di concessione governativa sui servizi di radio telecomunicazione e ritiene che il medesimo principio debba ritenersi valido anche per le società commerciali. La pronuncia dei giudici pugliesi dunque conferma la correttezza della tesi prospettata seppur con riferimento a soggetti pubblici, prevalentemente Comuni, mentre in questo caso il principio è stato riconosciuto applicabile anche per le società commerciali.

L'Amministrazione finanziaria aveva trasmesso ad una società barese un avviso di accertamento e di irrogazione di sanzioni relativo al periodo d'imposta 2008, con riferimento ad un contratto di servizi di telefonia mobile intercorrente con Telecom Italia. Il Collegio barese ha annullato integralmente l'atto emesso constatando l'intervenuta abolizione della tassa di concessione governativa a seguito dell'entrata in vigore del dlgs n. 259 del 1/8/2003 (cd. Codice delle Telecomunicazioni). L'introduzione del nuovo Codice ha infatti profondamente innovato il regime introducendo, in luogo del preesistente sistema concessorio, un sistema di liberalizzazione delle telecomunicazioni finalizzato ad una più concreta tutela dell'interesse generale della collettività. Con il suddetto dlgs è stata tacitamente abrogata tutta la normativa basata sul presupposto di un rapporto concessionario di tipo pubblicistico facendo venir meno il presupposto per l'applicazione della tassa de qua. Come rilevato nel decisum della Commissione barese, attesa la suddetta liberalizzazione del settore e l'intervenuta abrogazione dell'art. 318 del dpr 156/1973, secondo il quale, oggetto della tassazione sarebbe l'abbonamento sostitutivo della licenza, l'imposizione prevista dall'art. 21 della Tariffa annessa al dpr 641 del 26 ottobre 1972, non risulta più applicabile. Il passaggio dal regime pubblicistico a quello privatistico ha radicalmente innovato la regolamentazione della materia. L'art. 21 della Tariffa prevedeva l'applicazione del tributo a fronte del rilascio di ciascuna licenza o documento sostitutivo per l'impiego di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione (cosiddetti «telefoni cellulari»). La tassa, dovuta per ciascun mese di utenza era variabile secondo la tipologia di utenza e veniva direttamente riscossa dal gestore, nella fattura relativa al servizio di telecomunicazione per essere successivamente riversata all'Erario a propria cura. L'evoluzione del contesto normativo, in particolare di fonte comunitaria, l'evoluzione tecnica e commerciale alla quali si è giunti e la diffusione sociale degli strumenti di comunicazione telefonica mobile, hanno in sostanza reso del tutto obsoleta l'antica impostazione di cui al Codice postale, nel quale entrambi i soggetti che intendevano entrare in contatto per mezzo di comunicazioni radioelettriche, trasmittente e ricevente, erano soggetti a provvedimento autorizzativo, e quindi tenuti alla relativa tassa.

Attualmente le comunicazione telefoniche mobili costituiscono dunque un servizio commerciale soggetto alle regole della concorrenza e alla sorveglianza dell'Autorità per le comunicazioni, per usufruire del quale nessun provvedimento dell'autorità risulta più necessario. Nel sistema introdotto dal Codice delle Telecomunicazioni, dunque, l'autorizzazione generale prevista dall'art. 104 rimane obbligatoria esclusivamente per il gestore del servizio, essendo il cliente non più soggetto, neppure in maniera virtuale o pro forma, a provvedimenti amministrativi di concessione o autorizzazione. Venuto meno il presupposto al quale era collegato l'obbligo del pagamento della tassa di concessione, diversamente da quanto previsto nel sistema previgente, l'abbonamento non necessita di alcun provvedimento autorizzativo.

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