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Società per azioni Vigilanza in tilt

del 01/12/2011
di: di Fabrizio Vedana
Società per azioni Vigilanza in tilt
Società per azioni senza più Organismi di Vigilanza 231; srl con sindaco unico ed Organismo di Vigilanza. Potrebbe essere questo lo scenario che si viene a creare all'indomani del Decreto Sviluppo con il quale viene prevista la possibilità per i collegi sindacali di assumere anche le funzioni di Organismo di Vigilanza.

È questa una delle conclusioni alle quali si è giunti nel corso di un convegno di Unione Fiduciaria tenutosi ieri a Milano.

L'evento, moderato da Andrea Tassi, direttore servizio segreteria del Gruppo Bper, puntava a fare il punto sulle novità e sugli impatti derivanti sull'organismo di vigilanza interno alla luce delle integrazioni apportate alla 231 dalla legge di stabilità. È stata ribadita l'importanza di dotarsi di un modello organizzativo dinamico ovvero in grado di esser adeguato ai cambiamenti normativi e all'attività svolta dalla società e quindi ai nuovi e diversi rischi di commissione di illeciti che una società può compiere. Ribadito il fatto che la responsabilità di sviluppare il modello organizzativo è, ovviamente, in capo all'organo amministrativo nella più generale funzione di governance aziendale volta a minimizzare i fattori di rischio aziendale, si è messo in luce il fondamentale ruolo svolto dall'organismo di vigilanza che si deve preoccupare di controllare l'avvenuta implementazione del modello organizzativo e del suo aggiornamento.

Grande importanza assume, sempre più, il rapporto dell'organismo con le altre funzioni di controllo (revisione interna, audit, compliance, antiriciclaggio, risk manager) dalle quali sarà importante ricevere dei flussi di informazioni e dati, anche attraverso adeguati flussi informatici. Sul piano delle responsabilità penali Luigi Domenico Cerqua, presidente di Sezione penale della Corte d'appello di Milano, dopo aver rimarcato l'assenza in capo all'organismo di vigilanza di effettivi poteri impeditivi di eventi dannosi, ha sottolineato la quanto meno dubbia configurabilità di responsabilità penali a carico dei membri dello stesso ai sensi e per gli effetti dell'articolo 40 del codice penale. L'organismo di vigilanza resta, quindi, una sorta di «centralina elettronica» per consentire all'impresa di intercettare possibili situazioni sospette.

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