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Una solidarietà a doppio regime

del 29/11/2011
di: di Duilio Liburdi
Una solidarietà a doppio regime
Contributo di solidarietà Irpef con percorso «circolare»: pagamento in una unica soluzione a saldo per il 2011 e deducibilità dal reddito complessivo nello stesso periodo di imposta. Peraltro, le disposizioni in materia di contributo di solidarietà possono intrecciarsi con il differimento della quota di Irpef dovuta che, rispetto al mese di novembre 2011, verrà versata proprio al momento di liquidazione del saldo che terrà conto dell'imposta al netto del contributo stesso.

Sono queste alcune delle osservazioni che possono essere formulate alla luce di quanto previsto dal decreto ministeriale del 21 novembre scorso che ha dato attuazione alla previsione contenuta nell'articolo 2, comma 2, del decreto legge n. 138 del 2011 in materia di contributo di solidarietà dovuto laddove il reddito complessivo sia superiore a 300 mila euro.

Le regole fissate dal decreto. Il decreto riprende quanto previsto dalla norma primaria affermando che, nell'ipotesi in cui il reddito complessivo sia superiore a 300 mila euro, si rende dovuto un contributo di solidarietà pari al 3% sulla parte eccedente i 300 mila euro. Nella sostanza, laddove il reddito complessivo sia di 350 mila euro, il contributo dovuto è di 1.500 euro. Il contributo si applica sui redditi ulteriori rispetto a quelli per i quali altre norme fissano un prelievo aggiuntivo quali i casi, ad esempio, disciplinati dall'articolo 9, comma 2, del dl 78 del 2010 e cioè quelli riferiti alle retribuzioni dei dirigenti delle amministrazioni pubbliche.

Il riferimento, come accennato, è al reddito complessivo di cui all'articolo 8 del Tuir, cosicché si dovrà avere rilievo, di fatto, a quanto evidenziato nel rigo Rn della dichiarazione dei redditi tenendo conto, ovviamente, di tutte le regole che attengono alla formazione del reddito complessivo stesso. Tanto per fare un esempio, i proprietari di immobili che hanno optato per l'applicazione della cedolare secca producono un reddito assoggettato a imposizione sostitutiva Irpef che dunque non concorre alla formazione del reddito complessivo e, conseguentemente, anche se di importo elevato non fa cumulo ai fini della determinazione del livello reddituale oltre il quale si rende dovuto il contributo di solidarietà. In sé, dunque, il meccanismo di funzionamento del contributo è piuttosto semplice e può essere riassunto come:

- un obbligo che riguarda i redditi complessivi superiori a 300 mila euro e in misura pari al 3% dell'eccedenza;

- con liquidazione del dovuto in sede di saldo relativo al periodo di imposta con inizio dal 2011 (e dunque dichiarazione da presentare nel 2012) e fine nel 2013;

- laddove il reddito sia di lavoro dipendente o assimilato, sarà compito del sostituto di imposta determinare l'ammontare del contributo al momento del conguaglio e procedere al relativo versamento.

La particolarità legata al contributo è che lo stesso si rende deducibile, dal reddito complessivo dello stesso periodo di imposta cui si riferisce il contributo medesimo. In altri termini, l'importo di 1.500 euro come sopra evidenziato costituisce, nello stesso momento, un elemento che va a ridurre l'importo del reddito complessivo in quanto rappresentativo di un onere che è considerato come deducibile. Il che, evidentemente, fa pensare che da un punto di vista finanziario il contributo sia sempre e comunque dovuto ma lo stesso concorra alla riduzione dell'imponibile con conseguente riflesso sull'Irpef «ordinaria» netta.

Il rapporto con altri provvedimenti Irpef. Va segnalato come il meccanismo applicativo del contributo di solidarietà si presti a ulteriori osservazioni in merito al rapporto esistente tra lo stesso e le ulteriori regole che in questi giorni sono state fissate in materia di Irpef. Va ricordato, infatti, che con dpcm del 21 novembre scorso, il versamento di acconto Irpef per il 2011 dovuto per il mese di novembre è stato ridotto di 17 punti percentuali posticipando così quanto dovuto al momento di pagamento del saldo relativo al periodo di imposta 2011 e dunque allo stesso momento in cui vi sarà la prima applicazione del contributo di solidarietà. Ciò fa pensare, dunque, che il fatto legato alla deducibilità del contributo in questione possa rappresentare, nello stesso tempo, anche una riduzione del saldo complessivamente dovuto per il periodo di imposta 2011 facendo acquisire quella riduzione dell'acconto che in linea di principio sarebbe solo temporanea, come «vantaggio» definitivamente acquisito.

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