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L'imposta elettricità agevolata bandita per la piccola industria

del 24/11/2011
di: Debora Alberici
L'imposta elettricità agevolata bandita per la piccola industria
La piccola industria non può usufruire dell'imposta erariale sui consumi di energia elettrica con tariffe agevolate. Ciò perché il tributo non è cumulabile per le diverse unità produttive distinte anche se funzionali a un unico processo di lavorazione. Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza 24687 della sezione tributaria del 23/11/2011, ha respinto il ricorso di una spa che chiedeva, per il consumo di energia elettrica nelle diverse unità produttive, la tariffa agevolata riservata alle grandi industrie. Ad avviso del Collegio di legittimità, «una interpretazione che consentisse di cumulare i consumi di più unità produttive distinte, anche se funzionali ad un unico processo produttivo, così pervenendo a più elevati livelli con fruizione della migliore più alta tariffa, pur non snaturando il sistema tariffario che rimarrebbe pur sempre regressivo, acuirebbe il divario tra piccola media industria e grande industria articolata in più unità produttive, potendo quest'ultima col cumulo dei consumi in più unità produttive, attingere più facilmente a tariffe più favorevoli rispetto alla prima». Ciò perché, ha spiegato la Corte, le officine delle ditte acquirenti di energia elettrica, per farne rivendita o per uso proprio, sono composte dall'insieme dei conduttori, degli apparecchi di trasformazione, di accumulazione e di distribuzione, a partire dalla presa dell'officina venditrice. In altre parole vanno considerate officine, agli effetti dell'imposizione, anche gli apparati di produzione e di accumulazione montati su veicoli, a eccezione di quelli utilizzati per la produzione di energia elettrica non soggetta ad imposta. Non rileva che solo la legge, riferita al fabbricante, preveda la figura delle officine distinte perché esercitate in luoghi distinti anche se messi in comunicazione attraverso una unica linea di distribuzione. Questo collegamento è in realtà irrilevante al fine di ritenere un'officina unica, «in quanto ripetere tale disposizione anche per l'officina del consumatore, sarebbe stato superfluo, attesocché la disposizione relativa facendo riferimento alle linee di distribuzione evidentemente si riferiva a una situazione sovrapponibile a quella prima descritta».

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