Consulenza o Preventivo Gratuito

Più tutele per i tributaristi

del 19/11/2011
di: di Lucia Basile
Più tutele per i tributaristi
Il Ministero del lavoro è intervenuto con l'interpello n. 42/2011 ad affermare che la tutela della malattia, della maternità e dell'assegno al nucleo familiare deve intendersi estesa a tutti gli iscritti alla gestione separata, con la sola esclusione di coloro i quali siano iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria e dei pensionati. Tale provvedimento va a riformare l'indirizzo n. 12768/2007 con cui l'Inps negava l'estensione della tutela ad alcune categorie di lavoratori, tra cui i professionisti senza cassa, che ora invece, pagando il contributo pieno alla gestione separata (27% più 0,72% per prestazioni assistenziali), non possono essere esclusi dal novero dei beneficiari delle tutele di maternità, malattia, congedo parentale e assegno familiare.

«Finalmente giustizia è fatta», questo il commento del presidente nazionale tributaristi Lapet Roberto Falcone.

Fino al 31 dicembre 2006 a parità di contribuzione, vi erano per tutti identiche prestazioni. La situazione è cambiata con la legge finanziaria del 2007, secondo cui gli iscritti alla gestione separata e non assicurati presso altra forma obbligatoria, non solo erano tenuti a pagare l'aumento contributivo ma, venivano addirittura esclusi dai benefici assistenziali quali congedi parentali, maternità, malattia e assegni familiari. «Abbiamo sempre sostenuto che tale provvedimento fosse un'ingiustizia, a parità di contribuzione, tutti devono poter usufruire delle identiche prestazioni», ha spiegato Falcone.

La Lapet si era dunque espressa, fin da allora, in modo negativo sui provvedimenti previsti dalla legge finanziaria del 2007, tanto sull'aumento ingiustificato delle aliquote, quanto per l'iniqua esclusione degli esercenti dell'attività professionale autonoma. «Nel 2007 avevamo già presentato un'istanza di interpello all'allora ministro del Lavoro Cesare Damiano, affinché si adoperasse al fine di rimediare a tale sopruso», ha ricordato il presidente.

Peraltro, lo stesso Istituto di previdenza negava l'estensione della tutela ad alcune categorie di lavoratori, tra cui i professionisti senza cassa. «Alla luce del principio secondo cui tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, a parità di contribuzione devono tutti poter usufruire delle identiche prestazioni. Per questo l'esclusione dei professionisti iscritti alla gestione separata ex legge 335/95 e non assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria, è senza ombra di dubbio una misura incostituzionale per violazione dell'art. 3 della Costituzione sotto il profilo della irragionevolezza e della ingiustificata disparità di trattamento nei confronti di alcune categorie di professionisti di fatto sottoposte all'aumento delle aliquote ma escluse da benefici e agevolazioni», ha aggiunto Falcone.

Inoltre per dimostrare che tali norme costituivano una palese violazione dei principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge il presidente, avviò una personale protesta autoriducendosi le aliquote contributive, con conseguente ricorso alla Magistratura, convinto che, in determinate situazioni, non sono i numeri a dettare legge ma è sufficiente un caso pilota per raggiungere l'obiettivo. «Oggi finalmente il Ministero è intervenuto a darci ragione», ha concluso Falcone. «Sebbene la recente manovra fiscale abbia previsto un aumento dell'aliquota di un punto percentuale, quantomeno a fronte di tale aumento, tutti i professionisti godranno degli stessi benefici».

vota