Consulenza o Preventivo Gratuito

Società amministratrici tassate

del 18/11/2011
di: di Andrea Bongi
Società amministratrici tassate
Il compenso spettante ad una società commerciale per la carica di amministratore di altra società commerciale costituisce reddito d'impresa. Come tale dovrà essere fiscalmente trattato secondo il principio della competenza economica. Su tale presupposto sarà quindi deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive da parte del soggetto erogatore e tassata quale ricavo imponibile per la società percipiente. Tale compenso inoltre, costituendo per la società nominata amministratore una vera e propria prestazione di servizi, andrà assoggettata all'imposta sul valore aggiunto. È questa, in estrema sintesi, la massima contenuta nella norma di comportamento n. 182 dell'Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili, interamente dedicata al trattamento fiscale del compenso riconosciuto ad una società nominata amministratore di un'altra società. Corollario della deducibilità fiscale dei costi sostenuti dalla società amministrata è naturalmente la circostanza in base alla quale le somme percepite a titolo di compenso per l'attività di amministratore costituiscono ricavo imponibile per la società percipiente nel periodo d'imposta di competenza. In queste circostanze infatti trattandosi di amministratori non persone fisiche ma società, non potrà trovare applicazione la norma contenuta nell'articolo 95, comma 5, del Tuir sulla base della quale la deducibilità dei compensi agli amministratori è basata sul rigido principio di cassa. Tale disposizione, si legge nella norma di comportamento in oggetto, è riferibile unicamente alle spese per prestazioni di lavoro fra le quali rientrano ovviamente anche le attività svolte dagli amministratori persone fisiche. Nel caso di società amministratore di altra società il reddito che ne deriva non potrà mai essere di lavoro bensì d'impresa e come tale dovrà essere fiscalmente disciplinato.

Se la società che svolge le funzioni di amministratore in altra società è residente in Italia il corrispettivo spettante per tale attività non dovrà nemmeno essere soggetto alla ritenuta d'acconto, essendo quest'ultima applicabile soltanto ai redditi di cui all'articolo 50, comma 1, lettera c-bis e all'articolo 53 del Tuir e non ai redditi d'impresa. Trattandosi di una prestazione di servizi il compenso riconosciuto alla società nominata amministratore di altra società dovrà essere allocato in bilancio nella voce B7 del conto economico del soggetto erogante e nelle voci da A1 ad A5 del soggetto percipiente. Da ciò ne consegue, prosegue la norma di comportamento, la rilevanza di tale componente ai fini della determinazione della base imponibile Irap di entrambi i soggetti del rapporto. Ai fini Iva il compenso riferito all'attività svolta dalla società nominata amministratore sarà imponibile ad aliquota ordinaria del 21 per cento. Iva.

vota