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Soci, la verifica è dietro l'angolo

del 18/11/2011
di: di Duilio Liburdi
Soci, la verifica è dietro l'angolo
Comunicazione ai soci come strumento diretto di accertamento: l'ampiezza delle indicazioni da fornire, i soggetti coinvolti e la finalità della comunicazione stessa vanno, probabilmente, ben oltre il dato letterale della disposizione normativa. Che, è bene ricordarlo, ha effetto solo dal 2012. Una norma corretta, dunque, che rischia di essere usata in modo non coerente. Il senso del «censimento» dei beni ai soci anche per il 2011 può avere dunque solo questa finalità: una norma nuova che può essere utilizzata per fare accertamenti sul passato ed attraverso una comunicazione che viene fatta dai contribuenti che offrono direttamente dati agli organi di controllo. Nessuna esclusione, infine, per l'utilizzo promiscuo di quei beni utilizzati dai soci anche per lo svolgimento di attività lavorative e comunicazione anche delle somme affluite alla società a prescindere dal fatto che le stesse siano state poi utilizzate per l'acquisizione di beni. Sono queste alcune delle osservazioni sul provvedimento dell'agenzia delle entrate del 16 novembre in attuazione della manovra estiva.

La norma di riferimento. I commi da 36 terdecies a 36 duodevicies dell'art. 2 della l. 148/11 prevedono che : i soci o i familiari dell'imprenditore che utilizzano in godimento i beni dell'impresa, scontano un reddito diverso pari alla differenza tra valore normale del bene e corrispettivo pagato per l'utilizzo; per il soggetto che concede in godimento i beni ai soci o ai familiari, i costi del bene sono indeducibili; al fine di monitorare la situazione di specie, la norma ha introdotto l'obbligo di comunicazione.

I soggetti obbligati alla comunicazione. Il provvedimento individua, in linea con la normativa, come la comunicazione di specie possa essere effettuata o dalla società o dal socio. Da un punto di vista soggettivo, peraltro, il testo del provvedimento prevede come la comunicazione debba riguardare anche i soci che detengono direttamente od indirettamente partecipazioni nell'impresa concedente. Ma non solo, sono interessati anche i familiari dei soci nonché i soci ed i familiari dei soci di altre società del gruppo. Quindi, il rischio è quello del moltiplicarsi dell'obbligo di comunicazione. Un aspetto, questo, che appare ben al di là del dato letterale della norma. Nel punto 1.1 del provvedimento viene affermato come : la comunicazione riguarda anche i soci non persone fisiche e, in tal senso, il riscontro si ha nel tracciato record della comunicazione; la comunicazione riguarda qualunque forma di finanziamento o capitalizzazione nei confronti della società concedente e dunque a prescindere dal fatto che le somme in questione siano state utilizzate per l'acquisizione dei beni.

Emergono dunque immediatamente due aspetti: il primo riguarda il socio utilizzatore che, in base alla comunicazione, non deve essere necessariamente una persona fisica. La norma, in relazione alla categoria reddituale fa espresso riferimento all'ipotesi di reddito diverso che, tipicamente, riguarda solo la persona fisica. Quindi, la comunicazione in questione ha una finalità ben più ampia nel senso che sembrerebbe diretta a conoscere tutti i rapporti intercorrenti sui beni tra la società ed i soci anche diversi dalle persone fisiche sia in termini di utilizzo dei beni che in termini di somme affluite alla società. in ogni caso, una soluzione potrebbe essere quella di considerare comunque, alla fine della catena societaria, un utilizzatore persona fisica; il secondo riguarda la finalità più generale della comunicazione, nel senso che la stessa pare destinata ad alimentare una sorta di banca dati utilizzabile, direttamente, ai fini dell'accertamento. Questo è percepibile dal fatto che la richiesta in questione riguarda anche il 2011 e non ha una decorrenza dal 2012, anno di entrata in vigore della norma. Non è dunque astratto ipotizzare che la comunicazione possa essere utilizzata per sviluppare una attività di controllo. Peraltro, nel tracciato record, in relazione ai dati identificativi del socio diverso dalla persona fisica si legge «si ipotizza anche questo dato in quanto la norma non sembra escludere tale informazione accentuando semplicemente che il controllo venga effettuato sistematicamente sulle persone fisiche». A parte il fatto che ci si aspetterebbe una indicazione chiara sul punto e non una affermazione del tipo la norma non sembrerebbe escludere, visto che il provvedimento è stato varato dall'agenzia delle entrate, il passaggio in questione sembrerebbe delineare una possibile attività di controllo anche sui soci diversi dalle persone fisiche. Il che, in sé è condivisibile ma forse al di fuori del dettato normativo.

I beni ed i valori. Posto che la comunicazione riguarda sempre beni quali immobili, veicoli di tutti i tipi, natanti ed aeromobili vengono prese in considerazione tutte le situazioni legate all'utilizzo quindi sia il comodato, che il caso di uso che altre ipotesi. Per conseguenza, non sembrerebbe escludersi l'ipotesi dell'uso promiscuo.

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