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Inps online, così non va

del 11/11/2011
di: di Dario Montanaro
Inps online, così non va
Nessun dirigente Ancl e nessun consulente del lavoro d'Italia avrebbe mai immaginato di dover affrontare l'assurda e illegittima situazione che è stata determinata dalle previsioni contenute nella circolare 140 del 28/10/2011.

È necessario chiarire che il principio di «inversione» del sistema di attribuzione dei codici di autorizzazione è un idea che deriva da un percorso logico di eliminazione dei motivi delle note di rettifica, che è stato sviluppato dalla nostra categoria; ma, è altrettanto vero, che non vi poteva essere interpretazione e risultato peggiore di quello determinato dalle disposizioni della circolare 140/2011.

Infatti, a nostro parere, le «dichiarazioni» contenute nella predetta circolare paiono essere il frutto di una valutazione che non ha tenuto conto della necessaria attinenza fra il contenuto della dichiarazione stessa e le finalità individuate dalla circolare evidenziate già nell'oggetto della stessa. Prima di procedere su quella che è la linea operativa che la nostra associazione intende proporre è utile analizzare brevemente i supporti normativi e «logici» alla base della circolare e della nuova procedura.

È necessario premettere che nessuna norma di legge prevede che le agevolazioni in questione siano da «richiedere» all'Inps; di conseguenza un elementare ragionamento di diritto amministrativo (area del diritto evidentemente di non fondamentale conoscenza per molti dirigenti pubblici) dovrebbe far comprendere a tutti che le agevolazioni ex legge 407/90 e legge 223/91 (art. 8, comma 2) spettano «IMMEDIATAMENTE» al datore di lavoro e non sono condizionate da un percorso «amministrativo «di concessione e conseguente autorizzazione al godimento.

A riprova di tale banale ragionamento vi è il fatto che, quando la stessa norma (legge 223/91) ha voluto prevedere una procedura amministrativa di concessione dell'agevolazione, lo ha fatto espressamente, come nel caso dell'agevolazione di cui all'art. 8, comma 4 della legge 223/91, per godere della quale è necessario attendere un provvedimento di concessione da parte dell'Inps. Ulteriore banalità che evidenza il grossolano errore contenuto nella circolare 140 è rappresentata dal fatto che nel percorso di informatizzazione previsto dall'istituto per «semplificare» si è sostanzialmente aggiunto un onere alle imprese ed agli intermediari. Orbene, la complessità della situazione deriva semplicemente dalla definizione che viene data ai codici 5N e 5Q in quanto vengono definiti «codici autorizzazione»; a tal proposito è il caso di evidenziare a che la procedura di attribuzione dei codici è una procedura interna dell'Inps, legittima, ma che non trova alcun supporto giuridico o normativo che le possa consentire di essere opposta all'esterno dell'istituto.

Senza nascondere l'evidenza, è vero pure che noi Cdl negli anni ci siamo adattati a questo «uso» di chiedere documentazione da utilizzare a supporto della verifica di legittimità del godimento dell'agevolazione, ma è altrettanto vero che nessuno di noi ha mai prodotto una «richiesta» di agevolazione, al massimo (in ossequio alla predicata «collaborazione») abbiamo prodotto copia del modello Unilav oppure ASS.AGG ecc. Pertanto, acclarato che il godimento di tali agevolazioni non è sottoposto ad un procedimento di concessione o ad alcuna «istanza» pare evidente che i riferimenti normativi citati dall'istituto nella circolare 140/2011 e 110/2011 non sono utilizzabili al caso in questione e pertanto rendono illegittima la parte della procedura che prevede, come necessario per il godimento delle agevolazioni, il rilascio di dichiarazioni specifiche allegate alla circolare 140.

Infatti la previsione normativa dell'art. 38 comma 5 del dl 78/2010, utilizzata dall'Inps quale supporto per rendere obbligatori i processi di telematizzazione, non aggiunge alcuna nuova procedura di richiesta telematica in quanto prevede il necessario uso del canale telematico nei casi di «… per la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze, atti e garanzie fideiussorie, per l'esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché per la richiesta di attestazioni e certificazione».

Di conseguenza l'unico margine di riferimento per l'utilizzo di tale norma nell'ambito del godimento delle agevolazioni ex legge 407/90 e legge 223/91 è rintracciabile nel fatto che l'invio di «eventuali» dichiarazioni richieste dall'istituto ed inerenti tale questione possono essere inviate in modo telematico. Con l'estrema franchezza che contraddistingue l'operato della nostra associazione, non possiamo non rilevare che la preoccupazione del collega di periferia è rappresentata dalla segreta (ma neanche tanto) minaccia dell'istituto che nel caso non si producano le dichiarazioni si vedrà costretto ad effettuare una segnalazione al servizio ispettivo e per di più la minaccia di un Durc negativo ormai costringe tutti a non ragionare con i principi del diritto e conferma il pensiero di chi definisce il Durc come uno strumento di estorsione contributiva.

Fatta questa necessaria analisi l'Ancl ritiene che la risposta all'Istituto debba essere qualificata e di natura professionale e giuridica, pertanto partendo dal presupposto che non sia necessario «richiedere» la concessione dell'agevolazione, riteniamo che nessun adempimento dovrebbe essere fatto dall'azienda o dal Cdl.

Infatti, se analizziamo il contenuto della previsione normativa contenuta nell'art. 6 del dlgs 297/2002 e s.m.i. (istituzione comunicazione unica di assunzione) possiamo leggere chiaramente al comma 6 che: «Le comunicazioni di cui al presente articolo sono valide ai fini dell'assolvimento degli obblighi di comunicazione nei confronti delle Direzioni regionali e provinciali del lavoro, dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) e dell'Istituto nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro (Inail), o di altre forme previdenziali sostitutive o esclusive», pertanto indicando nel modello Unilav la matricola aziendale e la tipologia di agevolazione di cui si gode nell'assunzione, non è necessaria altra comunicazione all'Inps.

Ma, se vogliamo essere ancora più costruttivi e ammettere il fatto che anche dopo il modello di comunicazione unica, sempre in virtù della raccomandata «collaborazione» molti di noi si sono preoccupati di inoltrare copia del modello Unilav alla sede Inps competente; non possiamo non evidenziare ai dirigenti dell'istituto che una nuova norma dello stato (non una circolare, un uso od una consuetudine) l'art. 7 del dl 70/2011 comma 2 lett. h) titolato «Semplificazione fiscale» prevede che «le agenzie fiscali e gli enti di previdenza e assistenza obbligatoria e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali possono stipulare, nei limiti delle risorse disponibili in base alla legislazione vigente, apposite convenzioni con le Amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli enti pubblici economici e le Autorità amministrative indipendenti per acquisire, in via telematica, i dati e le informazioni personali, anche in forma disaggregata, che gli stessi detengono per obblighi istituzionali al fine di ridurre gli adempimenti dei cittadini e delle imprese e rafforzare il contrasto alle evasioni e alle frodi fiscali, contributive…». Pertanto, a conclusione della suesposta analisi l'Ancl ritiene che i consulenti del lavoro si debbano rifiutare di produrre le illegittime dichiarazioni contenute nella circolare 140 e a mero titolo di scrupolo professionale, effettuare l'invio telematico (Pec) della comunicazione che abbiamo pubblicato sul nostro sito www.anclsu.com, per fare in modo che qualcuno, oltre ad i professionisti, cominci ad assumersi le proprie responsabilità. La battaglia politica e professionale dell'Associazione è rappresentata da un format di comunicazione in sostituzione degli adempimenti previsti dalla circolare 140. Appare chiaro che se tutti i colleghi e tutte le aziende aderiranno alla presente proposta, la categoria potrà ottenere da parte dell'Istituto un'attenzione maggiore rispetto alle istanze qui denunciate. Dobbiamo evidenziare, infatti, che sono giunte già molte segnalazioni provenienti da tutte le parti d'Italia in cui viene denunciato il fatto che il sistema «telematico–automatico» non funziona affatto!! Di ciò la categoria non può e non deve sottovalutare le conseguenze determinate da queste disfunzioni.

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