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Imprese e università Una nuova alleanza

del 08/11/2011
di: di Benedetta Pacelli
Imprese e università Una nuova alleanza
Orientamento verso le lauree tecnico-scientifiche, ricerca e trasferimento tecnologico, occupabilità dei laureati triennali, dottorato, ma anche reclutamento e governance. Il tutto con uno sguardo rivolto all'estero. La ricetta per il rilancio del sistema universitario per i rettori e le imprese italiane sta tutta qui, in otto azioni concrete frutto di un'intesa firmata ieri dalla Conferenza dei rettori delle università e da Confindustria. Si tratta di una serie di iniziative strategiche per il rafforzamento del rapporto università e impresa da avviare nei prossimi 12 mesi. Tra gli obiettivi dell'accordo quindi, c'è quello di accrescere il numero di studenti italiani che si iscrivono a facoltà tecnico-scientifiche. Come? Attraverso la predisposizione di opportuni percorsi informativi, ma anche con il monitoraggio degli iscritti, dei laureati, degli occupati. Per contribuire, invece, alla crescita della partecipazione italiana ai programmi europei di ricerca ci penserà un monitoraggio sulle linee di ricerca accademica che trovano maggiore rispondenza nel mondo delle imprese e che si concretizzano in brevetti, spin off e start-up, mentre per garantire l'occupabilità dei laureati triennali, insieme a una campagna di promozione per responsabilizzare le imprese sulla qualità degli stage, si effettuerà una classifica e un censimento di accordi atenei-associazioni industriali per realizzare lauree triennali con sbocchi occupazionali collegate con il territorio. Allo stesso modo si procederà con i dottorati di ricerca cercando di tararli sulle esigenze reali delle imprese. Ma un vero rilancio del sistema non potrà prescindere dall'attuazione della riforma universitaria: per il reclutamento Crui e Confindustria proporranno «criteri per la valutazione della qualità di ricercatori e docenti da proporre all'Anvur», mentre per la governance ci sarà una banca dati per misurare il grado di applicazione della legge. Ovviamente, dicono i rettori e le imprese, non si potrà che accompagnare l'attuazione della riforma attraverso «un confronto puntuale della situazione degli atenei internazionali, in primis di quelli europei, in materia di finanziamento, fiscalità, ruolo del mondo imprenditoriale, trasferimento tecnologico, remunerazione e meccanismi di incentivazione».

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