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Albo unico avanti

del 08/11/2011
di: di Giovanni Galli
Albo unico avanti
L'albo unico trova il consenso dei laureati triennali. E anche degli agrotecnici. Dopo mesi di trattative e di confronti, quindi, la strada per costruire l'ordine dei tecnici laureati per l'ingegneria, fortemente voluto da periti industriali, agrari e geometri, sembra meno in salita. Perché quei professionisti che ne costituiranno l'ossatura principale, cioè i laureati triennali (periti e geometri per effetto della riforma degli istituti tecnici saranno ad esaurimento) sembra abbiano sciolto ogni riserva in proposito. Sono proprio loro, infatti, a dare la notizia in una nota che prende le mosse proprio dall'incontro avuto prima della pausa estiva tra i rappresentanti dei triennali e i vertici dei collegi di periti industriali, agrari e geometri. «Per dare seguito all'impegno assunto in occasione del convegno organizzato dal Cup3 (Coordinamento universitari e professionisti triennali) il 7 luglio scorso sul futuro della professione degli ingegneri iuniores», si legge nel comunicato stampa, «si è tenuto a Roma il primo incontro del tavolo tecnico convocato dal Cup3». A questo tavolo hanno preso parte i presidenti dei Consigli nazionali dei periti industriali, dei periti agrari e dei geometri. Ma non solo loro, perché l'accordo per la prima volta ha trovato anche una quadratura del cerchio con gli agrotecnici che hanno mostrato l'appoggio all'iniziativa. «Prendendo spunto dalla proposta di legge n.4321 del 28 aprile scorso di istituzione dell'Albo degli Ingegneri tecnici», si legge ancora nel comunicato stampa, «le quattro categorie, unitamente alla storica associazione di rappresentanza della categoria dei laureati e professionisti di primo livello, e in linea anche con una sempre più sentita esigenza di razionalizzazione e modernizzazione del quadro delle libere professioni, si sono confrontate sulla individuazione di un percorso comune che porti alla formazione di una proposta organica condivisa dalle quattro categorie professionali e dai “triennali” e che contribuisca a semplificare e ad avvicinare maggiormente le professioni tecniche italiane agli standard europei». Con la promessa da parte dei rappresentanti delle professioni tecniche di rincontrarsi al più presto «per entrare nel merito della discussione».

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