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Giù le mani dalla Cassa forense

del 27/10/2011
di: di Alberto Bagnoli presidente di Cassa forense
Giù le mani dalla Cassa forense
Nessuna bufera all'orizzonte sulla previdenza forense. L'ente gode di buona salute e va stigmatizzata, invece, una certa campagna di disinformazione, promossa da alcuni ambienti al solo scopo di minare l'autonomia della Cassa e quindi di impadronirsi del suo patrimonio. Bisogna opporsi fermamente a tali tentativi che non possono che danneggiare la categoria.

Oggi Cassa forense eroga prestazioni dignitose a fronte di contribuzioni accettabili; garantisce l'equilibrio di lungo periodo; ha superato tutti i controlli di legge e ben venga anche quello della Covip. Contro chi vuole dare invece una falsa rappresentazione della realtà (v. quotidiano la Repubblica) abbiamo dovuto avviare azioni legali.

La gestione amministrativa e finanziaria di Cassa forense è improntata alla massima trasparenza, è oculata e prudente, e persegue da tempo l'obiettivo del contenimento delle spese.

La recente riforma del 2010 ha anche abbattuto sensibilmente quei caratteri di generosità del sistema previgente; Cassa forense è il primo Istituto che ha avviato l'adeguamento dei propri regolamenti alla Manovra finanziaria di luglio per prevedere l'immediato aumento della contribuzione soggettiva a carico dei pensionati che continuano a produrre reddito professionale, a esclusivo scopo di solidarietà. Altro che frivolezza gestionale.

Ha ragione il presidente dell'Adepp, Andrea Camporese, quando imputa allo Stato un iniquo trattamento fiscale e burocratico a danno delle Casse, che non libera risorse a favore degli iscritti.

Cassa forense la sua parte l'ha fatta; molti dei traguardi ancora lontani della previdenza pubblica sono stati già raggiunti: l'elevazione dell'età pensionabile fino a 70 anni, disincentivo al pensionamento anticipato, parità tre uomo e donna, incentivo al risparmio previdenziale con la contribuzione volontaria, agevolazioni per i giovani, trattamenti assistenziali.

Attraverso l'incrocio con i dati dell'Anagrafe tributaria, Cassa forense collabora anche al contrasto dell'evasione.

Tutto ciò è in linea con i principi enunciati nel Libro Verde sulla previdenza pubblica e privata della Commissione europea.

Certamente bisogna fare ancora molto per bilanciare con i nostri interventi un deficit grave di sostegno alla categoria forense da parte dello Stato (che aumenta solo i costi della giustizia). E per raggiungere tali obiettivi non si può certo ridurre il livello di rappresentanza democratica attualmente garantito dal nostro Statuto, per affidare la previdenza forense a un'oligarchia avulsa dal territorio e più esposta al rischio di condizionamenti. Al contrario, bisogna incentivare la partecipazione delle componenti professionali alle decisioni che riguardano il loro futuro.

Ma in ogni caso il messaggio dev'essere per tutti chiaro e forte: non permetteremo che si smantellino le gestioni autonome delle Casse e dei loro patrimoni, che sono la garanzia della indipendenza delle libere professioni.

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