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Cessazione del rapporto, ecco le indennità a cui si può aver diritto

del 20/10/2011
di: di Luca Orlando
Cessazione del rapporto, ecco le indennità a cui si può aver diritto
La ditta ha disdettato il contratto in essere dal 2003, senza motivazioni, né dicendomi da quando mi potrò considerare libero. Come devo comportarmi e a quali indennità ho diritto?

Se la comunicazione ricevuta contiene solo la manifestazione di volontà di concludere il rapporto senza espressioni del tipo: «Il rapporto cesserà al ricevimento della presente» oppure «alla data del..», è giusto ritenere che dalla data di ricezione della comunicazione inizi a decorrere il periodo di preavviso, la cui durata sarà quella prevista dalla fonte che regola il rapporto (codice civile o Aec).

Quanto alle indennità, anche queste cambiano in funzione della norma regolatrice del rapporto.

In base agli Aec le indennità spettanti sono

1) Indennità di fine rapporto. La somma viene accantonata presso l'Enasarco dalla mandante ed è liquidata dall'ente al cessare del rapporto di agenzia.

L'importo è così calcolato:

4% sulla quota di provvigioni fino a euro 6.200,00 annui (elevati a 12.400,00 se monomandatario);

2% sulla quota compresa tra euro 6.200,01 annui e euro 9.300,00 annui (elevati a 12.400,00 e 18.600,00);

1% sulla quota eccedente euro 9.300,00 annui (elevati a 18.600,00).

2) Indennità suppletiva di clientela. L'importo su cui calcolare tale indennità è costituito dal totale delle provvigioni più tutte le somme liquidate durante l'anno all'agente a qualsiasi titolo.

In base ai vari Aec l'importo dell'indennità è così determinato:

3% sull'ammontare globale delle provvigioni e delle altre somme a qualsiasi titolo percepite e/o dovute per i primi tre anni;

3,50% sulle provvigioni maturate dal quarto anno al sesto anno;

4% sulle provvigioni maturate dal settimo anno in poi.

Unica peculiarità di rilievo è prevista dall'Aec Industria in base al quale lo 0,50% aggiuntivo dopo il primo ed il secondo triennio si applica nel limite massimo annuo di 45.000,00 euro.

3) Indennità meritocratica. Le modalità di calcolo differiscono sostanzialmente tra l'Aec Industria (in forza del quale difficilmente si determinano indennità di una certa rilevanza) e l'Aec Commercio in cui il valore di questa indennità, può arrivare, nell'ipotesi più favorevole ad essere pari alla differenza fra l'indennità così come calcolata in base all'articolo 1751 c.c. e la somma del Firr e dell'indennità suppletiva di clientela eventualmente spettanti.

Qualora il contratto non faccia riferimento agli Aec oppure ricorrano i requisiti che andremo a elencare potrebbe essere dovuta l'indennità di fine rapporto prevista dall'art. 1751 c.c..

4) Indennità ex art. 1751 c.c. Tale indennità prevista può essere richiesta dall'agente in sostituzione delle indennità sopra elencate solo in presenza delle seguenti condizioni:

a) l'agente deve aver procurato nuovi clienti al preponente o deve aver sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente deve ancora ricevere sostanziali vantaggi dagli affari con tali clienti;

b) il pagamento dell'indennità risulti equo, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, in particolare delle provvigioni che l'agente perde e che risultano dagli affari con tali clienti.

L'importo massimo dell'indennità non può superare una cifra equivalente ad un'indennità annua calcolata sulla base della media annuale delle retribuzioni riscosse dall'agente negli ultimi cinque anni e, se il contratto risale a meno di cinque anni, sulla media del periodo in questione. Occorre poi verificare se il contratto preveda un patto di non concorrenza post-contrattuale. Come è noto tale patto, se inserito nel contratto individuale può comportare una limitazione, totale o parziale, della libertà dell'agente di promuovere, nel periodo successivo allo scioglimento del rapporto e sino a un massimo di due anni, la vendita degli stessi prodotti oggetti del contratto cessato. Normalmente, in base al disposto dell'art. 1751-bis c.c. tale divieto deve riguardare la medesima zona e clientela. La previsione del patto di non concorrenza comporta, in occasione della cessazione del rapporto, la corresponsione all'agente di una indennità di natura non provvigionale commisurata alla durata, alla natura del contratto di agenzia e all'indennità di fine rapporto. La determinazione concreta della indennità è affidata dal codice alla contrattazione tra le parti e agli accordi economici nazionali di categoria e in difetto viene quantificata dal giudice in via equitativa. Sono quindi molti gli aspetti che vanno esaminati e considerati e per questo è preferibile in caso di dubbi far visionare la documentazione in proprio possesso al proprio legale o consulente sindacale di fiducia.

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