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Il costo di costruzione c'è

del 18/10/2011
di: di Dario Ferrara
Il costo di costruzione c'è
Il costo di costruzione previsto dagli oneri di urbanizzazione imposti ai commercianti dalla legge cosiddetta «Bucalossi» è dovuto in quota corrispondente anche se nei locali non sono stati effettuati interventi edilizi per consentire il passaggio dalla vendita all'ingrosso a quella al dettaglio. Lo precisa una sentenza pubblicata il 14 ottobre 2011 dalla quarta sezione del Consiglio di Stato.

Trasformazione e vantaggio. L'impresa che ha sede nell'area urbana destinata all'industria e all'artigianato è «pizzicata» dal Comune: il cambio di destinazione d'uso realizzato nei locali con il «via» alla vendita al dettaglio non risulta autorizzato nell'ambito della concessione ottenuta. Scatta così la rideterminazione degli oneri di urbanizzazione, primaria e secondaria. Che tuttavia il commerciante non contesta. Ciò che non vuole pagare l'azienda, che per ironia della sorte vende prodotti per l'edilizia, sono i costi di costruzione. E la motivazione è che non sono stati realizzati lavori per aprire la vendita al pubblico: l'ampiezza della superficie «dedicata» non è cambiata. Ma la censura non coglie nel segno. È vero: il contributo relativo al costo di costruzione di cui alla legge Bucalossi è riconducibile all'attività costruttiva considerata in sé. Ma attenzione, si tratta di un prelievo che ha natura paratributaria: il corrispettivo è comunque dovuto in presenza di una «trasformazione edilizia» produce vantaggi economici connessi all'utilizzazione. E ciò indipendentemente dall'esecuzione fisica di opere. Con il passaggio dall'ingrosso al dettaglio si verifica un mutamento d'uso rilevante nell'esercizio commerciale: si tratta, infatti, di due categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico e la trasformazione determina comunque un aumento del cosiddetto «carico urbanistico».

Scorporo impossibile. La mancata realizzazione di opere edilizie all'interno dei locali è irrilevante. Il passaggio dall'ingrosso al dettaglio comporta maggiori oneri sociali delle opere di urbanizzazione e fa perciò insorgere il presupposto imponibile per la debenza del contributo concessorio comprensivo della quota relativa al costo di costruzione: ne consegue che l'utilizzatore del beneficio deve pagare la differenza tra gli oneri di urbanizzazione già corrisposti per la destinazione d'uso originaria e quelli, se più elevati come nel caso di specie, dovuti per la nuova destinazione impressa all'immobile. E il contributo concessorio così rideterminato comprende necessariamente anche il costo di costruzione.

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