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Iva a cavallo con proporzionalità

del 14/10/2011
di: di Franco Ricca
Iva a cavallo con proporzionalità
L'aumento dell'aliquota Iva dal 20 al 21% complica gli adempimenti sulle operazioni «a cavallo» delle agenzie di viaggio e degli operatori che applicano il regime del margine globale. In considerazione delle particolari modalità di determinazione dell'Iva dovuta, si rende infatti necessario, al fine di distinguere l'imponibile riferibile alle operazioni ante 17 settembre 2011, soggetto all'aliquota del 20%, da quello riferibile alle operazioni successive, soggetto alla nuova aliquota, il ricorso a criteri proporzionali. È quanto emerge dalla circolare n. 45/11 dell'Agenzia delle entrate sugli effetti dell'aumento dell'aliquota Iva.

Agenzie di viaggio. Le agenzie di viaggio, per le prestazioni di organizzazione e vendita di viaggi e soggiorni, applicano un regime speciale «base da base» per la determinazione dell'Iva da versare, calcolandola sulla differenza fra i corrispettivi conseguiti e i costi sostenuti (cd. margine lordo), secondo le disposizioni dell'art. 74-ter del dpr 633/72. Queste imprese sono inoltre destinatarie di un criterio speciale sul momento di effettuazione dell'operazione, che coincide con l'inizio del viaggio o, se precedente, con l'integrale pagamento del corrispettivo, per cui non assume rilevanza alcuna il pagamento di eventuali acconti. Ciò posto, l'Agenzia ritiene che le agenzie di viaggio possano quantificare la quota dell'imponibile da assoggettare all'aliquota del 20% e quella da assoggettare all'aliquota del 21% in base al rapporto proporzionale tra i corrispettivi dei viaggi pagati interamente (ovvero iniziati) entro il 16 settembre 2011 e quelli pagati dopo, fermo restando la possibilità di regolarizzare successivamente le fatture emesse secondo le indicazioni generali fornite dalla circolare stessa.

Rivenditori di beni usati. Un problemi analogo si pone per le imprese che applicano il regime speciale del margine con il metodo c.d. globale (es. rivenditori di automobili usate), che prevede la determinazione dell'Iva dovuta, all'atto della liquidazione periodica, sulla base imponibile costituita dalla differenza tra i corrispettivi e i costi complessivi del periodo di riferimento (in questo caso, però, non ci sono norme speciali sul momento di effettuazione dell'operazione).

La circolare chiarisce che queste imprese potranno quantificare l'imponibile da assoggettare alla vecchia aliquota e quello da sottoporre alla nuova, in sede di liquidazione periodica, ripartendo il margine lordo in rapporto all'incidenza delle operazioni effettuate fino al 16 settembre 2011 e di quelle effettuate successivamente.

Ventilazione dei corrispettivi. Alcune categorie di dettaglianti si avvalgono del metodo della ventilazione dei corrispettivi (dm 24 febbraio 1973), che consiste nell'annotazione globale dei corrispettivi lordi giornalieri senza distinzione dell'aliquota, con successiva ripartizione dei corrispettivi stessi alle varie aliquote sulla base della composizione degli acquisti di merci. I corrispettivi risulteranno quindi suddivisi fra le varie aliquote con la stessa proporzione che si rileva nella composizione degli acquisti registrati. Pertanto, finché non vi sono acquisti di merci all'aliquota del 21%, non vi saranno neppure corrispettivi imponibili a tale aliquota. Ricalcando la soluzione adottata, in occasione del precedente aumento di aliquota, dalla circolare n. 328/1997, con la quale era stato chiarito che, ai fini della applicazione delle diverse aliquote, occorresse tener conto anche di quelle vigenti prima dell'entrata in vigore dell'aumento, risultanti dalle fatture di acquisto e dalle bollette di importazione, l'Agenzia conferma ora che, in sede di ventilazione dei corrispettivi, l'aliquota del 21% troverà applicazione solo in presenza di acquisti effettuati alla medesima aliquota. In pratica, quindi, il commerciante che si avvale della ventilazione, se nel corso del 2011 non effettuasse alcun acquisto di beni destinati alla rivendita con l'aliquota del 21%, non avrebbe per lo stesso anno operazioni attive soggette alla nuova aliquota.

Contratti di somministrazione di acqua, luce e gas. Il problema che si pone nei settori in esame riguarda l'aliquota da applicare alle eventuali note di credito emesse nei confronti dei clienti in sede di conguaglio, alle quali deve essere applicata l'aliquota dell'operazione originaria. In caso di fatture d'acconto emesse con aliquota del 20% e con aliquota del 21%, rispettivamente fino al 16 settembre e dopo tale data, qualora i misuratori di consumo non siano in grado di individuare quelli fatturati all'una e all'altra aliquota, l'Agenzia ritiene che l'aliquota da applicare alle eventuali note di credito debba essere determinata tenendo conto del periodo al quale il conguaglio si riferisce. Più precisamente, se nel periodo di riferimento è stata applicata, per la maggior parte di tempo, l'aliquota del 20% (per esempio, conguaglio riferito al periodo luglio-agosto-settembre 2011), la nota di accredito dovrà essere emessa con tale aliquota; nell'altro caso (es. conguaglio del periodo settembre-ottobre-novembre), si applicherà l'aliquota del 21%.

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