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Cassazione/ No a detrazioni Iva se c'è di mezzo il prestanome

del 14/10/2011
di: Debora Alberici
Cassazione/ No a detrazioni Iva se c'è di mezzo il prestanome
Non ha diritto alla detrazione Iva perché le operazioni sono soggettivamente inesistenti il contribuente che acquista la merce da una società che è la prestanome dell'effettivo fornitore. Lo dice la Cassazione, sent. 21080 di ieri. Bocciato il diritto alla detrazione sulla base del fatto che il pagamento e la cessione di merce erano avvenuti e che il contribuente aveva acquistato da un prestanome dell'effettivo fornitore. La Cassazione ha ricordato che «in tema di Iva, è indebita la detrazione d'imposta relativa a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, anche se la merce sia stata realmente acquistata e i costi risultino effettivamente sostenuti, non essendo la provenienza della merce stessa da soggetto diverso da quello figurante sulle fatture una circostanza indifferente ai fini dell'Iva: da un lato, infatti, la qualità del venditore può incidere sulla misura dell'aliquota e, per conseguenza, sull'entità dell'imposta legittimamente detraibile dall'acquirente e, dall'altro, il diritto alla detrazione non sorge comunque per il solo fatto dell'avvenuta corresponsione dell'imposta formalmente indicata in fattura, richiedendosi, altresì, l'inerenza all'impresa, requisito mancante in relazione all'Iva corrisposta al soggetto interposto, trattandosi di costo non inerente all'attività istituzionale dell'impresa, in quanto potenziale espressione di distrazione verso finalità ulteriori e diverse, tali da rompere il detto nesso di inerenza».

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