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Produttività detassata nel 2012

del 13/10/2011
di: Pagina a cura di Simona D'Alessio e Francesco Cerisano
Produttività detassata nel 2012
Un miliardo di euro per gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2012, proroga per il prossimo anno della detassazione per i salari di produttività per i lavoratori dipendenti che non abbiano superato il tetto dei 40 mila euro nel 2011, copertura del 5 per mille con 400 milioni. E, ancora, lo stanziamento di 700 milioni per le missioni internazionali di pace, mentre sfumano gli 800 milioni di investimenti pubblici nel settore delle comunicazioni, ossia il 50% dei proventi aggiuntivi dell'asta delle frequenze in 4G in banda 800, 1.800, 2.000, 2.600 mHz. A prevedere questi stanziamenti è il disegno di legge di stabilità, fino a poco tempo fa denominato «finanziaria», che dovrebbe approdare quest'oggi sul tavolo del consiglio dei ministri (l'esame figura nell'ordine del giorno, ndr), tuttavia il condizionale è d'obbligo, poiché il destino del provvedimento è legato a doppio filo con gli esiti del voto sul rendiconto del bilancio dello stato che, com'è noto, è stato respinto dall'aula di Montecitorio e dovrà essere ripresentato, con il voto di fiducia, alla camera. La soluzione a cui il governo avrebbe iniziato a lavorare sin dal pomeriggio di ieri, per sciogliere l'impasse che blocca l'iter dell'articolato dopo la bocciatura dei deputati, sta nella presentazione di un altro provvedimento da far votare prima al senato e poi nell'altro ramo del parlamento; ad annunciare questa strada dovrebbe essere lo stesso presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, già oggi, nel corso dell'intervento che terrà nell'assemblea di Montecitorio, così come sollecitato dal capo dello stato, Giorgio Napolitano, dando così al nuovo testo la possibilità di essere varato da Palazzo Chigi già in questa giornata.

Quanto, invece, al disegno di legge di stabilità, la cui bozza ieri ha iniziato a circolare in ambienti parlamentari, si legge nella relazione illustrativa che «non produce effetti correttivi sui saldi di finanza pubblica, tenendo conto che la manovra di aggiustamento dei conti pubblici per il triennio 2012-2014 è stata approvata con i decreti legge n.98 e n. 138 del 2011 (sono le due più recenti manovre economiche realizzate dall'esecutivo, risalenti al periodo estivo, ndr) e consente il pieno rispetto degli obiettivi che sono stati indicati, volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2013». Nel complesso, le spese totali da rifinanziare ammontano a 4.183 milioni di euro, e sono racchiuse in un testo tutto sommato snello, composto da nove articoli, e la cui relazione chiarisce nettamente la posizione secondo cui «l'azione del governo non può che essere rigorosamente vincolata al mantenimento della stabilità dei conti pubblici, confermando gli effetti delle ripetute manovre di aggiustamento», però risultano ancora in bianco le norme che riguarderanno il sostentamento dei ministeri e il patto di stabilità interno, su cui evidentemente sono state ancora individuate soluzioni condivise; si legge, però, riguardo ai dicasteri che se non rispetteranno le indicazioni di riduzione della spesa subiranno tagli «lineari» e che verrà in futuro ampliata la flessibilità. Viene, inoltre, stabilita la consueta rivalutazione dei trattamenti pensionistici e alcuni rifinanziamenti per cosiddette «esigenze improrogabili».

Entrando nelle pieghe della legge, in una fase di crisi che non accenna a invertire la rotta, si scopre che arriva per il 2012 un miliardo di euro in più per ammortizzatori sociali in deroga e viene prorogata per i prossimi dodici mesi la tassazione agevolata (sgravi al 10%) per i premi sul lavoro, che vale anche per lo straordinario e per il turno notturno, con un tetto di reddito fissato a 40 mila euro. Otterranno 700 milioni le missioni di pace all'estero del contingente italiano, mentre per il progetto «strade sicure» ci saranno 36,4 milioni ripartiti tra Forze armate e Forze di polizia; per ciò che concerne il capitolo Fas (Fondo aree sottoutilizzate), si specifica che sono «imprescindibili» risorse aggiuntive, ma dal 2015.

Doccia fredda per gli operatori del settore delle telecomunicazioni, poiché dalla bozza del ddl si evince che viene sottratta al ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, la possibilità di reinvestire la metà dei proventi aggiuntivi dell'asta sulle frequenze in 4G, che invece verranno gestiti dal titolare dell'economia, Giulio Tremonti, in contrasto con la legge attuale che stabilisce che il 50% degli utili in più, rispetto all'introito dei 2,4 miliardi previsti, debba tornare al comparto delle tlc; la gara si è chiusa con un incasso che ha sfiorato i 4 miliardi, quindi i proventi in aggiunta ammontano a 1,6 miliardi, di cui la metà è circa 800 milioni. La nuova versione della norma recita, però, che «eventuali maggiori entrate accertate sono riassegnate per il 50% al fondo per l'ammortamento dei titoli di stato (un conto del Tesoro, ndr) e per il 50% a incremento di un fondo nello stato di previsione» dello stesso ministero di via XX settembre, istituito «al fine di assicurare il finanziamento di interventi urgenti e indifferibili, con particolare riguardo ai settori dell'istruzione e agli interventi organizzativi connessi ad eventi celebrativi».

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