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Cisal: chiarezza su Fincantieri

del 12/10/2011
di: La Redazione
Cisal: chiarezza su Fincantieri
La Failms Cisal ha sollecitato le istituzioni, in particolare l'onorevole Letta e il ministro Romani, a una nuova convocazione dei vertici della Fincantieri per evitare che vengano disattese le richieste delle organizzazioni sindacali della necessità di una cabina di regia condivisa che eviti interventi frammentati e disorganici che sarebbero certamente dannosi per gli interessi dei lavoratori, ma anche della stessa azienda. Apprendiamo dalle nostre strutture territoriali di Monfalcone che la seconda commissione del consiglio regionale e l'assessore alle attività produttive, Federica Seganti, hanno ricevuto il segretario provinciale della Failms Cisal, Fabrizio Ballaben e il rappresentate della Rsu in quota Cisal, Mario Pizzolito, che hanno chiesto interventi a garanzia del futuro occupazionale dei lavoratori che, secondo la nostra organizzazione, è messo a grave rischio dalla politica di Fincantieri. «Questa è la posizione del nostro sindacato», precisa il commissario della Failms Cisal Fulvio de Gregorio, «e se il prezzo che dobbiamo pagare è l'esclusione dai tavoli della trattativa con motivazioni pretestuose, lo paghiamo volentieri, fermo restando il ricorso all'autorità giudiziaria che attiveremo puntualmente in tutte le sedi a tutela dei diritti sindacali e delle prerogative dei nostri rappresentanti locali cui va il nostro sostegno e la nostra piena solidarietà per l'attività svolta in favore dei lavoratori».

«La posizione di Fincantieri in Monfalcone nei nostri confronti», prosegue De Gregorio, «è talmente discriminante da rifiutarsi addirittura di riscuotere e versare in favore del sindacato le tante deleghe che i lavoratori ci hanno conferito per rappresentarne gli interessi. E ciò nonostante che la Cisal abbia sottoscritto con Confindustria in data 28 giugno 2011 l'accordo sulla rappresentatività che proprio alla raccolta delle deleghe lega il ruolo del sindacato all'interno dell'azienda».

«Una contraddizione clamorosa», conclude de Gregorio, «che toglie ogni dubbio sulla posizione di chiusura preconcetta che si intende portare avanti nei confronti della nostra associazione alla quale reagiremo con forza».

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