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Iva al 21%, è già corsa all'aggiornamento dei listini

del 11/10/2011
di: Susanna Baldi consulente Federagenti
Iva al 21%, è già corsa all'aggiornamento dei listini
È entrata in vigore dal 17 settembre l'aliquota ordinaria Iva al 21%. Ed è partita la corsa all'aggiornamento dei prezzi. Sono rimaste invariate le aliquote ridotte del 4% e del 10% (cessioni di beni e prestazioni di servizi di cui alla tabella A, parti II e III, allegata al dpr n. 633/72), che trovano applicazione soprattutto nell'edilizia, nei prodotti agricoli, ittici, e altri prodotti di base come il riso, la pasta, il pane ecc. La linea di confine tra nuovo e vecchio regime è tracciata dalla data di effettuazione dell'operazione, per cui il 21% si applica alle operazioni effettuate dal 17 settembre.

Per aggiornare i listini e modificare la fatturazione, bisogna stabilire quale aliquota applicare individuando la data di effettuazione dell'operazione, in base all'art. 6 comma 4 del dpr 633/72, che cambia a seconda che si tratti di una cessione di beni o di servizi.

La misura dell'aliquota da applicare, 20 o 21%, va individuato in base al momento in cui l'operazione posta in essere si considera effettuata ai fini Iva, che risulta diverso a seconda che si tratti di cessione di beni o di prestazione di servizi.

In linea generale: le cessioni di beni mobili si considerano effettuate all'atto della consegna o della spedizione; le cessioni di beni immobili si considerano effettuate all'atto della stipulazione del rogito notarile; le cessioni di beni (mobili e immobili) con effetti costitutivi o traslativi differiti rispetto agli eventi di cui sopra si considerano effettuate nel momento in cui si producono tali effetti, con il limite temporale di un anno per i beni mobili; le prestazioni di servizi si considerano effettuate con il pagamento del corrispettivo, indipendentemente dall'avvenuta esecuzione, in tutto o in parte, della prestazione.

Pertanto: le operazioni effettuate prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del dl 138/11 restano soggette alla vecchia aliquota del 20%, quelle fino al 16 settembre; le operazioni effettuate dal giorno di entrata in vigore della legge di conversione del dl 138/11, a patire dal 17 settembre, sono soggette alla nuova aliquota del 21%.

In particolare prendendo in considerazione i servizi, il momento di effettuazione dell'operazione ai fini Iva coincide con il pagamento del corrispettivo, quindi una prestazione di servizi terminata prima del 17 settembre ma pagata in seguito utilizzerà la nuova aliquota al 21%. Nel caso in cui una fattura sia stata emessa prima del 17, quindi utilizzando l'aliquota al 20%, che successivamente deve essere modificata con una nota di variazione, dovrà comunque essere utilizzata l'aliquota al 20%, trattandosi di un'operazione il cui momento di effettuazione si è realizzato al momento dell'emissione della fattura originaria.

Nel caso in cui sia stata emessa una fattura in acconto prima del 17, utilizzando la vecchia aliquota, questa rimarrà invariata, l'emissione della fattura a saldo sconterà invece l'Iva in base alla nuova aliquota.

Nei casi in cui la fattura è emessa applicando il regime dell'Iva per cassa, con il quale si posticipa il momento in cui l'imposta diviene esigibile e detraibile, l'aliquota da considerare è quella in vigore al momento dell'emissione della fattura.

Per le prestazioni di servizio l'operazione è fiscalmente effettuata all'atto del pagamento del corrispettivo, ma nel caso delle fatture emesse con imposta a esigibilità differita ai sensi dell'art. 7 del dl 185/08 si tiene conto della data di emissione della fattura, applicando l'aliquota vigente.

Un comunicato stampa dell'Agenzia delle entrate prevede nella fase di prima applicazione dell'imposta l'esclusione delle sanzioni per gli errori giustificati da ragioni di ordine tecnico, che hanno impedito l'adeguamento del software per la fatturazione e i misuratori fiscali, a condizione che gli operatori provvedano a regolarizzare le fatture e i corrispettivi annotati in maniera non corretta, versando la maggiore imposta collegata all'aumento nella liquidazione periodica in cui l'Iva è esigibile.

Importante è stabilire fino a quando la moratoria è valida, perché si fa riferimento a un periodo non meglio precisato di prima applicazione della nuova aliquota. Il buon senso porterebbe a limitare tale scadenza alla liquidazione del mese di settembre o del terzo trimestre 2011, ma bisogna comunque dimostrare il perdurare della difficoltà tecnica. Non è nemmeno semplice stabilire il significato da dare alle ragioni di ordine tecnico che hanno impedito l'adeguamento, che andranno valutate in base a un grado di complessità. Sono sicuramente da escludere errori e disattenzioni non attribuibili a strumenti tecnici e informatici utilizzati per la gestione delle vendite e della fatturazione.

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