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Riforme, Cup già al lavoro

del 06/10/2011
di: Simona D'Alessio
Riforme, Cup già al lavoro
Un vertice «cordiale» che lascia sul tavolo «la disponibilità totale degli ordini professionali a lavorare con il ministero della giustizia sulla modifica dei propri regolamenti, recependo le indicazioni legislative» contenute nella manovra di Ferragosto. All'indomani del vertice in via Arenula con il sottosegretario Maria Elisabetta Alberti Casellati, Marina Calderone, presidente del Cup, Comitato unitario delle professioni, riafferma la volontà di rimboccarsi le maniche per «realizzare presto e bene una riforma coraggiosa».

Domanda. Quindici giorni di tempo per depositare al dicastero le vostre proposte, dunque. Ovviamente, siete già al lavoro...

Risposta. Certo, anche perché, proprio durante la riunione di martedì con la rappresentante del governo, tutti i presidenti dei consigli nazionali degli ordini hanno espresso una condivisione generale sui contenuti della manovra. E, soprattutto, non siamo stati colti impreparati dall'approvazione del provvedimento nelle settimane scorse, poiché l'intenzione di rivedere gli ordinamenti, per dare maggiori garanzie agli iscritti e alla clientela, c'era già. Come si sa, infatti, il testo su cui ci confrontiamo rispecchia gli orientamenti messi nero su bianco dal Cup, e consegnati un anno fa all'allora ministro Angelino Alfano.

D. Una volta presentati i documenti, la strada per la riforma sarà in discesa?

R. Il sottosegretario ha preso atto di tutte le posizioni, e si è detto favorevole a muoversi in sintonia con noi. Sa che stiamo operando a beneficio della qualità dei servizi erogati al cittadino, e per consentire a sempre più giovani di avvicinarsi alle nostre professioni con qualche tutela in più, ovvero con un equo compenso per il praticante la cui attività è un contributo al buon andamento dello studio. Con questi presupposti, innanzitutto faremo in modo di completare le procedure di riordino prima possibile, senza cioè arrivare allo scadere dei circa dieci mesi di tempo che rimarranno, dopo essere ritornati al ministero con gli schemi di riforma, che dovranno a quel punto essere assemblati (la legge stabilisce che i parametri debbano essere riscritti entro 12 mesi, ndr). A quel punto, l'obiettivo sarà far giungere rapidamente il testo in Parlamento. Gli ordini si sono messi in discussione, al di là delle critiche e degli stereotipi.

D. A cosa si riferisce?

R. Ancora ieri (due giorni fa per chi legge) l'esecutivo ha riconosciuto al sistema ordinistico l'impegno ad apportare modifiche sostanziali alle proprie strutture. Se l'autorità garante della concorrenza continua, però, a dire che siamo contrari a nuovi ingressi, rispondo che il mondo delle professioni si mantiene dinamico, poiché circa il 50% degli iscritti ha meno di 45 anni, e grazie all'equa remunerazione dei praticanti lo sarà ancora di più. Siamo un comparto che produce valore aggiunto, non abbiamo bisogno di strumentalizzazioni come quelle di Confindustria che, sventolando la bandiera delle liberalizzazioni, vorrebbe far fronte a esigenze di cassa, sottraendo quote di mercato ai giovani.

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