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Se l'azienda è grande sequestri ko

del 30/09/2011
di: di Debora Alberici
Se l'azienda è grande sequestri ko
No al sequestro sui beni delle aziende con patrimonio consistente a garanzia della parte civile. Infatti, non sussiste in questi casi il rischio di insufficienza patrimoniale per risarcire i danni.

È quanto si evince dalla sentenza n. 35183 della Corte di cassazione depositata il 28 settembre 2011.

A fare ricorso alla Suprema corte una piccola società che lamentava di aver subito degli illeciti da parte di una multinazionale. Per questo si era costituita parte civile nel processo penale, chiedendo i danni. Contestualmente si era opposta al dissequestro di alcuni beni appartenenti al colosso delle comunicazioni.

Ma il tribunale delle Libertà di Milano aveva confermato la misura. A questo punto la parte civile ha fatto ricorso in Cassazione ma senza successo. La risposta degli Ermellini è stata negativa.

In particolare la Suprema corte ha spiegato che «la corte milanese ha poi esposto in modo sufficientemente approfondito e logico i motivi per cui ha ritenuto che, indipendentemente dalla quantificazione del danno ipotizzato dalle parti civili, non sussistesse il rischio di insufficienza della garanzia patrimoniale per il colosso delle comunicazioni, fondando le proprie considerazioni su dati oggettivi di bilancio e sulla condivisibile considerazione che la consistenza patrimoniale di una società non deve essere conteggiata solo sulle somme che la società ha deciso di accantonare in bilancio, ma va misurata anche considerando il complesso dello stato patrimoniale della società medesima».

Nell'affermare questo principio i giudici hanno inoltre ricordato che la mancata determinazione dell'importo dei crediti a garanzia dei quali viene richiesto il sequestro conservativo non è di ostacolo all'adozione di tale misura, essendo sufficiente una sua indicazione approssimativa.

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