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Dividendi, la diversità per evitare la doppia tassazione

del 28/09/2011
di: Alessandro Felicioni
Dividendi, la diversità per evitare la doppia tassazione
Il divieto di doppie imposizioni, l'armonizzazione con i regimi comunitari e i principi costituzionali frenano i tagli lineari sulle agevolazioni fiscali; così la previsione di cui alla manovra di luglio cozza con alcune delle misure che non potranno in alcun modo essere ridimensionate o perché non dipendenti completamente dalla volontà dell'ordinamento interno, o perché si configurano come norme strutturali che servono per riequilibrare l'intero sistema fiscale. In tal modo, fisso il saldo dei tagli, è evidente che, a fronte di situazioni che permarranno, occorrerà operare più massicciamente laddove possibile.

È questa la ulteriore conseguenza delle conclusioni cui giunge la relazione del gruppo di lavoro sull'erosione fiscale, presieduto da Vieri Cerisani (vedi Italia Oggi del 23/09/2011).

La diversa riclassificazione delle agevolazioni presenti nell'ordinamento tributario nazionale, permette allo studio di individuare non tanto chi sono i soggetti destinatari delle misure quanto, piuttosto, quali sono le finalità dei bonus previsti. In tal modo è possibile comprendere meglio come la previsione di taglio lineare (ossia della stessa misura percentuale per tutte le agevolazioni) sia difficilmente praticabile.

Si pensi, tanto per stare sul concreto, tutte le disposizioni in tema di dividendi o plusvalenze: sia interni che internazionali. È evidente che le diverse modalità di tassazione di tali proventi, benché possano apparire come agevolazioni rispetto alla tassazione ordinaria, rivestono tutt'altra natura. Il regime di parziale esenzione dei dividendi e delle plusvalenze è infatti ispirato alla necessità di evitare la doppia tassazione economica sullo stesso provento, il dividendo, già tassato in capo alla società che lo distribuisce. Si pensi ancora alla mini-ritenuta sugli utili in uscita dall'Italia verso società dell'Ue (1,375%). Tale regime è stato imposto all'Italia dalla Corte di giustizia Ue che con le proprie sentenze costituisce una delle fonti del diritto comunitario naturalmente sovraordinato e prevalente rispetto all'ordinamento nazionale. In questo caso, insomma la difesa di un principio comunitario (la libertà di stabilimento delle imprese e la libera circolazione dei capitali) lega le mani del legislatore italiano.

Anche il complesso regime delle deduzioni e delle detrazioni per persone fisiche non può essere modulato a piacere. L'insieme delle norme così come disegnate dall'attuale tuir determina una tassazione effettiva in capo alla persona fisica che risponde ai principi costituzionali dell'uguaglianza di trattamento e della progressività. Spostare l'asticella indiscriminatamente su tutte le forme di riduzione del reddito complessivo delle persone fisiche finirebbe per determinare un effetto moltiplicativo che penalizzerebbe oltre modo i contribuenti interessati.

Una seconda categoria di misure che difficilmente potrebbero essere intaccate sono quelle che, pur rappresentando un agevolazione per chi ne fruisce, hanno uno scopo di politica economica superiore; è il caso dei regimi di favore volti ad accrescere la concorrenzialità dell'Italia rispetto all'estero (come la tonnage tax) o quelle che sono poste favorire la rilevanza dell'imponibile.

Se dunque queste sono le misure in qualche modo vincolate non possono essere toccate, allora lo spazio di manovra si riduce e occorre concentrarsi su tutte quelle agevolazioni che erano state poste per tutelare o favorire alcuni settori, alcuni territori. A rischio, in primis, il nuovo regime dei minimi come tutta la miriade di crediti d'imposta dispersi nel modello Unico; anche le varie forme di agevolazioni per le imprese che investono al Sud (Tremonti-Sud, Visco-Sud) sembrano indiziata a pagare anche per altre forme di facilitazioni non modificabili. Peraltro anche le varie imposte sostitutive a loro tempo introdotte per far cassa e agevolare l'emersione di materia imponibile, se consolidate a sistema, non potranno che essere ridimensionate.

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